COSTI DELLA PRODUZIONE: CONTABILITÀ E BILANCIO

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In ambito produttivo aziendale, si usa l’espressione “costi di produzione” nel trattare le situazioni più operative inerenti l’attività produttiva dell’azienda.

In ambito amministrativo aziendale, quando si parla di costi della produzione, si fa riferimento ad un significato contabile, ovvero alla classe B) del conto economico (art. 2425 c.c.) che comprende tutti i costi di competenza dell’esercizio, sostenuti dall’impresa per svolgere la propria attività caratteristica. In questo articolo approfondiremo questa seconda tipologia.

Elenco delle voci che comprendono i costi della produzione nel conto economico
OIC: organismo italiano di contabilità

Attraverso i principi contabili, la fondazione OIC  interpreta le normative e indica le regole tecnico-contabili da applicare alla redazione dei bilanci.

I costi della produzione sono definiti nella pubblicazione OIC 12. I corsivi presenti all’interno del presente articolo sono citazioni riportate da tale pubblicazione.

Quali sono i costi della produzione

Per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

Sono imputati a questa voce, così come alle due successive (B7 e B8), non solo i costi di importo certo, risultanti, ad esempio, da fatture ricevute dai fornitori, ma anche quelle di importo stimato non ancora documentato, per i quali sono stati effettuati degli appositi accertamenti.

I costi indicati sono comprensivi dei costi accessori di acquisto (trasporti, assicurazioni, carico e scarico, ecc.) se inclusi dal fornitore nel prezzo di acquisto delle materie e merci. In caso contrario, sono iscritti alla voce seguente 7) per servizi.

Le imposte da detrarre dal costo dei beni sono quelle recuperabili come l’IVA, mentre eventuali imposte di fabbricazione o l’IVA non recuperabile sono incorporate nel costo d’acquisto dei beni.

Si rilevano in questa voce anche i costi per acquisti di beni destinati a mense, asili o circoli ricreativi per il personale (ad esempio, vestiario, generi alimentari, farmaci, omaggi e regalie).

Per servizi

Sono imputati a questa voce tutti i costi, certi o stimati derivanti dall’acquisizione di servizi. A titolo esemplificativo e non esaustivo, si indicano i seguenti costi:

  • trasporti (se non addebitati in fattura dai fornitori di materie e merci);
  • assicurazioni (se non addebitate come sopra);
  • energia elettrica, telefono, acqua, gas ed altre utenze;
  • viaggio e soggiorno;
  • riparazioni e manutenzioni eseguite da imprese esterne;
  • lavorazioni eseguite da terzi;
  • consulenze tecniche, legali, fiscali, amministrative e commerciali e revisione contabile;
  • pubblicità e promozione;
  • provvigioni e rimborsi spese ad agenti e rappresentanti;
  • servizi esterni di vigilanza;
  • servizi esterni di pulizia;
  • compensi e rimborsi spese ad amministratori, sindaci e revisori esterni.

Si rilevano in questa voce anche i costi per prestazioni di servizi riguardanti il personale, ma non rilevabili nella voce B9, come le seguenti:

  • prestazioni di personale esterno e altre prestazioni d’opera per mense aziendali, colonie, asili, circoli ricreativi, ecc.;
  • costi per mense gestite da terzi in base a contratti di appalto o di somministrazione o di altre forme di convenzione al netto dei costi addebitati ai dipendenti;
  • costi di buoni pasto distribuiti ai dipendenti;
  • costi per corsi di aggiornamento professionale dei dipendenti.

Un elenco più dettagliato su trovo nel principio contabile OIC 12.

Per godimento di beni di terzi

Sono iscritti in questa voce i corrispettivi, al netto delle rettifiche come sopra precisate, per il godimento di beni di terzi materiali ed immateriali, quali, ad esempio: canoni per affitto di azienda; canoni per la locazione di beni immobili ed oneri accessori (spese condominiali, quota a carico del locatario dell’imposta di registro, ecc.); canoni e royalties periodici per l’utilizzo di brevetti, marchi, know-how, software, concessioni, ecc.; canoni per la locazione finanziaria di immobili, impianti, macchinari, autoveicoli, ecc..

Per il personale

In questa voce sono iscritti tutti i costi sostenuti nel corso dell’esercizio per il personale dipendente, ivi incluso il costo per l’utilizzo del lavoro interinale.

Salari e stipendi

Sono rilevati i salari e gli stipendi (comprensivi di tutti gli elementi fissi e variabili che entrano a comporre la retribuzione per legge e/o per contratto) comprensivi delle quote maturate e non corrisposte relative a mensilità aggiuntive e ferie maturate e non godute al lordo delle ritenute per imposte ed oneri sociali a carico del dipendente.

Si comprendono in questa voce anche i compensi per lavoro straordinario, le indennità e tutti gli altri elementi che compongono la retribuzione lorda figurante in busta paga (ad esempio, indennità per rischio, indennità sostitutiva di mensa, indennità di trasferta, indennità di mancato preavviso, premi aziendali).

Oneri sociali

Sono rilevati gli oneri a carico della società da corrispondere ai vari enti previdenziali ed assicurativi (INPS, INAIL, INPDAI, ecc.), al netto degli importi “fiscalizzati” in base a disposizioni di legge sulla fiscalizzazione degli oneri sociali.

Si comprendono in questa voce anche gli oneri sociali afferenti le quote delle mensilità aggiuntive e ferie maturate e non godute e quanto previsto all’ultimo periodo del precedente punto “salari e stipendi”.

Trattamento di fine rapporto

Quando e come viene erogato il trattamento di fine rapporto

È rilevato in questa voce l’accantonamento, di competenza dell’esercizio, per il trattamento di fine rapporto maturato a favore dei dipendenti (art. 2120). Il costo è rilevato (con contropartita la voce C del passivo dello stato patrimoniale), anche se la società ha stipulato polizze assicurative a garanzia del TFR.

Trattamento di quiescenza e simili

Si tratta degli accantonamenti ad eventuali fondi di previdenza integrativi diversi dal TFR e previsti in genere dai contratti collettivi di lavoro, da accordi aziendali o da norme aziendali interne.

Altri costi

In questa voce si iscrivono tutti gli altri costi relativi, direttamente o indirettamente, al personale dipendente, che non siano stati iscritti nelle precedenti sotto-voci.

A titolo esemplificativo e non esaustivo si indicano i seguenti costi:

  • indennità per prepensionamento versate al personale ed altre forme di incentivi all’esodo;
  • quote associative versate a favore dei dipendenti;
  • borse di studio a favore dei dipendenti e dei loro familiari;
  • oneri di utilità sociale che si concretizzano in erogazioni dirette a favore dei dipendenti.

Ammortamenti e svalutazioni

In questa voce sono rilevati tutti gli ammortamenti e le svalutazioni delle immobilizzazioni materiali ed immobilizzazioni immateriali e le svalutazioni dei crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide.

Invece, le svalutazioni delle immobilizzazioni finanziarie (ad esempio, partecipazioni, titoli a reddito fisso e crediti finanziari) e le svalutazioni delle attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni sono rilevate invece alla voce D19) svalutazioni.

Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali

La voce comprende gli ammortamenti economico-tecnici delle immobilizzazioni immateriali.

Ammortamento delle immobilizzazioni materiali

La voce comprende gli ammortamenti economico-tecnici delle immobilizzazioni materiali.

Altre svalutazioni delle immobilizzazioni

La voce comprende le svalutazioni per perdite durevoli di valore, delle immobilizzazioni materiali ed immobilizzazioni immateriali. Sono escluse quelle relative alle immobilizzazioni finanziarie che si collocano nelle rettifiche di valore.

Svalutazioni dei crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide

Comprende le svalutazioni dei crediti commerciali e diversi iscritti nell’attivo circolante. Sono iscritte, invece, alla voce B14) oneri diversi di gestione le perdite realizzate su crediti e quindi non derivanti da valutazioni, come ad esempio le perdite conseguenti a riconoscimento giudiziale

La differenza tra il corrispettivo e il valore contabile del credito al momento della cessione; le riduzioni di crediti iscritti in bilancio a seguito di transazioni; le perdite conseguenti a prescrizione di crediti.

Sono comprese anche le svalutazioni dei ratei e risconti attivi riferibili a componenti reddituali di natura non finanziaria (ad esempio, derivanti da contratti di affitto).

Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

In questa voce sono iscritte le differenze fra rimanenze iniziali e rimanenze finali relative ai beni da magazzino indicati alla voce B6) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

In generale, le variazioni delle rimanenze possono avere un valore positivo o negativo. Ciò dipende da risultato del seguente questo calcolo:

La formula per il calcolo delle variazioni delle rimananze

Quando le rimanenze finali sono maggiori alle iniziali si ha una riduzione dei costi della produzione. In pratica, sono esposti sempre in questa sezione, però con valore di segno negativo.

Questa componente di reddito è condizionata dal criterio di valutazione delle rimanenze che viene adottato. In alcuni casi, il margine di discrezionalità è tale da invertire il risultato d’esercizio.

La somma algebrica degli importi iscritti nelle voci B6) e B11) determina i “consumi” di materie, semilavorati, merci e materiali impiegati nella produzione realizzata nell’esercizio.

Accantonamenti per rischi

Gli accantonamenti ai fondi rischi e oneri sono iscritti prioritariamente nelle voci di costo di conto economico delle pertinenti classi (B, C o D), dovendo prevalere il criterio della classificazione “per natura” dei costi.

Tutte le volte in cui non è possibile questa correlazione tra la natura dell’accantonamento ed una delle voci alle suddette classi, gli accantonamenti per rischi e oneri sono iscritti alle voci B12) accantonamenti per rischi e B13) altri accantonamenti del conto economico (art. 2425 c.c.).

A titolo esemplificativo e non esaustivo si indicano gli accantonamenti ai seguenti fondi rischi:

  • fondo rischi per cause in corso;
  • fondo rischi per garanzie prestate a terzi;
  • fondo rischi su crediti ceduti.

Altri accantonamenti

Gli accantonamenti ai fondi rischi e oneri sono iscritti prioritariamente nelle voci di costo di conto economico delle pertinenti classi (B, C o D), dovendo prevalere il criterio della classificazione “per natura” dei costi.

Tutte le volte in cui non è possibile questa correlazione tra la natura dell’accantonamento ed una delle voci alle suddette classi, gli accantonamenti per rischi e oneri sono iscritti alle voci:

  • B12) accantonamenti per rischi
  • B13) altri accantonamenti del conto economico (art. 2425 c.c.).

A titolo esemplificativo e non esaustivo si indicano gli accantonamenti ai seguenti fondi per oneri:

  • fondo per garanzia prodotti;
  • fondo per manutenzione ciclica (di impianti, navi, aeromobili. ecc.);
  • fondo per buoni sconti e concorsi a premio;
  • fondo recupero ambientale.

Oneri diversi di gestione

Questa voce comprende tutti i costi non iscrivibili nelle altre voci della classe B)Si tratta di una classe residuale che, per esclusione raccoglie tutti i costi non classificati altrove. Trovi un ricco elenco in questo articolo dedicato agli oneri diversi di gestione.

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Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in finanza e controllo di gestione.

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