ATTIVO CIRCOLANTE: CHE COS’È E COME SI CALCOLA

L’attivo circolante è l’insieme degli impieghi di breve durata e dei mezzi liquidi. Questa voce è prevista nell’attivo del bilancio civilistico e comprende tutte quelle voci di cui l’azienda ha pronta disponibilità.

1. Attivo circolante di Stato Patrimoniale 

La struttura dello Stato Patrimoniale del bilancio civilistico è disciplinato all’art 2424 del Codice Civile. Questo prevede, tra le voci dell’attivo, alla lettera C, proprio l’attivo circolante.

Qui vengono indicate le voci di attivo avente breve durata o i mezzi liquidi, vale a dire tutto ciò che non è destinato a essere utilizzato durevolmente dall’azienda. Le altre voci, totalmente opposte, sono le immobilizzazioni. In azienda infatti queste hanno durata pluriennale, hanno cioè vita maggiore e saranno presenti in azienda per un periodo maggiore. 

Le voci dell’attivo circolante sono:

C) ATTIVO CIRCOLANTE

I – Rimanenze

II – Crediti con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l’anno successivo

III – Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni

IV – Disponibilità liquide

2. Significato

Le voci dell’attivo circolante sono componenti del patrimonio aziendale che usciranno presto dalla disponibilità della società. Infatti, questi sono destinati ad essere consumati o venduti (come le rimanenze), ad essere incassati (come i crediti) o possono uscire in ogni momento dalle casse dell’azienda (come le disponibilità liquide).

Il totale dell’attivo circolante è uno degli indicatori per stabilire la salute di un’azienda. Questo perché comprende tutte le attività che l’impresa può utilizzare per ripagare i propri debiti.

Inoltre, determinando questo valore è possibile calcolare:

  • Margine di tesoreria, cioè la differenza tra attivo circolante (escluso il magazzino) e le passività a breve
  • Indice di disponibilità, quindi il rapporto percentuale tra attivo circolante e passività a breve.
  • Capitale circolante netto, cioè la differenza tra attività a breve termine e passività correnti

3. Come si calcola

L’attivo circolante si calcola sommando tutte le voci che lo compongono. Quindi:

La formula per la definizione dell'attivo circolante

Il calcolo del totale può essere utilizzato per misurare le risorse di cui l’azienda ha pronta disponibilità. Con queste infatti si potranno pagare i debiti sociali, è opportuno dunque avere un valore sempre sufficiente in relazione alle passività presenti. 

4. Attivo circolante netto

Attivo circolante netto è una definizione impropria, a volte utilizzata per intendere  il capitale circolante netto. Infatti:

  • l’attivo circolante è una voce di Stato Patrimoniale che è costituita da attività 
  • il capitale circolante netto invece è la differenza tra le attività a breve periodo e le passività a breve periodo. Misura quindi la capacità di rispettare i propri obblighi con le liquidità correnti. 

Se ti interessa un approfondimento sul capitale circolante netto, abbiamo scritto un articolo che ti aiuterà ad inquadrare meglio l’argomento!

5. Gestione delle rimanenze

Come detto prima, una delle componenti sono le rimanenze. Vengono chiamate anche scorte, magazzino o giacenze e non sono altro che beni acquistati o prodotti che ancora non sono stati venduti.

Essendo beni materiali che devono essere ancora utilizzati (nel caso delle materie prime e sussidiaria) o venduti (nel caso dei prodotti finiti), sono attività subito disponibili, ma differite come i crediti.

Le rimanenze possono essere suddivise in:

  • materie prime
  • prodotti in corso di lavorazione e semilavorati
  • lavori in corso su ordinazione
  • prodotti finiti e merci
  • acconti per l’acquisto di materiale

La valutazione delle rimanenze è un aspetto molto importante nella contabilità di un’azienda, perciò deve essere eseguito con cura e precisione. 

6. Differenze con attivo corrente

Ricapitolando, l’attivo circolante rappresenta tutte le voci di bilancio con una rapida disponibilità, ovvero gli impieghi di breve durata e i mezzi liquidi.

L’attivo corrente invece può essere definito come un suo sottoinsieme. Infatti, con questa definizione si intendono tutti gli elementi dell’attivo che hanno una monetizzazione molto breve, solitamente inferiore ai dodici mesi. L’attivo corrente perciò comprende:

  • Rimanenze 
  • Crediti, ma solamente quelli esigibili nell’esercizio successivo (non oltre i 12 mesi)
  • Attività finanziaria che non costituiscono immobilizzazioni
  • Disponibilità liquide
  • Ratei e risconti (solo quelli scadenti entro l’anno successivo)

Dunque nell’attivo corrente sono esclusi tutti quelle voci che non hanno una monetizzazione immediata nell’esercizio successivo. Dunque a esso vengono esclusi: 

  • crediti esigibili oltre l’esercizio (oltre i 12 mesi)
  • ratei e risconti
Foto dell'autore Igor Zardoni

Igor Zardoni

Cintura nera di excel e appassionato di scrittura. Parole e numeri sono le due facce della mia passione e della mia professione.

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