VALORE DI REALIZZAZIONE DESUMIBILE DALL’ANDAMENTO DEL MERCATO

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Il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato è pari alla stima del prezzo di vendita calcolato sulla base di informazioni e quotazioni di mercato.

In contabilità e bilancio, si adotta tale criterio per rimanenze, titoli e attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni.

Il valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato

Principi contabili OIC

Attraverso i principi contabili, la fondazione OIC interpreta le normative e indica le regole tecnico-contabili da applicare alla redazione dei bilanci.

OIC: organismo italiano di contabilità

Il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato è definito nelle pubblicazioni OIC 13 Rimanenze, OIC 20 Titoli e OIC 21 Partecipazioni. I corsivi presenti all’interno del presente articolo sono citazioni riportate da tali pubblicazioni.

Codice civile

L’art.2426, comma 9) stabilisce che: “(…) le rimanenze, i titoli e le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni sono iscritti al costo di acquisto o di produzione, calcolato secondo il numero 1), ovvero al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato, se minore; tale minor valore non puo’ essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi. I costi di distribuzione non possono essere computati nel costo di produzione (…)

Rimanenze

Il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del è pari alla stima del prezzo di vendita delle merci e dei prodotti finiti nel corso della normale gestione, avuto riguardo alle informazioni desumibili dal mercato.

Occorrerà tenere conto, tra l’altro, del tasso di obsolescenza e dei tempi di rigiro del magazzino. In questo senso la media delle quotazioni passate, per un periodo ritenuto congruo rispetto alle finalità valutative, quale l’ultimo mese, può ritenersi maggiormente rappresentativa.

Immobilizzazioni materiali

Le immobilizzazioni materiali nel momento in cui sono destinate all’alienazione sono riclassificate in un’apposita voce preceduta da numero romano da iscrivere nell’attivo circolante, ai sensi dell’articolo 2423-ter comma 3, e quindi valutate al minore tra il valore netto contabile e il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato.

Partecipazioni

La svalutazione delle partecipazioni al minor valore di realizzazione è effettuata singolarmente, per ogni specie di partecipazione, e non per l’intero comparto.

Il valore della partecipazione così rettificato sostituisce il valore di costo rettificato e rappresenta il valore contabile cui far riferimento nelle successive rilevazioni per determinare il risultato economico della vendita o per contribuire a formare il nuovo costo secondo la configurazione adottata (media ponderata, LIFO, FIFO).

Valore di realizzazione delle partecipazioni non immobilizzate

Il codice civile non fornisce indicazioni specifiche circa l’identificazione del mercato di riferimento e le modalità di determinazione del valore di realizzazione. Il valore di mercato, da confrontare con il costo, è costituito dal valore di quotazione per partecipazioni negoziate in mercati organizzati che, per volumi trattati e per caratteristiche di affidabilità, possano effettivamente esprimere quotazioni sufficientemente attendibili.

Stante la difficoltà pratica di identificare un valore di mercato per le partecipazioni non quotate, è necessario che la società si adoperi con la dovuta diligenza professionale e sopportando costi proporzionati alla complessità e alla rilevanza dell’investimento, per acquisire tutte le informazioni disponibili per poter stimare in modo attendibile il valore di realizzazione.

Titoli

Il codice civile non fornisce indicazioni specifiche circa l’identificazione del mercato di riferimento e le modalità di determinazione del valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato.

Il mercato, con riferimento alla valutazione del singolo titolo, esprime valori diversi nel corso del tempo. Occorre perciò stabilire il riferimento temporale espressivo di un “andamento” del mercato alla data di bilancio. Si possono considerare in astratto due riferimenti temporali: uno fisso, cioè la data di fine esercizio; l’altro rappresentato dalla media delle quotazioni del titolo relative a un determinato periodo, più o meno ampio.

Il dato puntuale di fine esercizio rappresenta la scelta che meno è influenzata da fattori soggettivi. Tuttavia la quotazione di una giornata può essere influenzata da fattori spesso esogeni, relativi a situazioni transitorie riferibili al singolo titolo o al mercato mobiliare nel suo complesso o addirittura alla variabilità dei volumi trattati. Per queste ragioni le quotazioni di una singola giornata non sono in genere considerate rappresentative dell’“andamento del mercato”.

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Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in finanza e controllo di gestione.

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