PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO: ESEMPIO E SCOPI

Tempo di lettura: 5 minuti

Autore: Luigi Brusa

Precisiamo subito che piano economico-finanziario, nel corretto linguaggio economico- aziendale, significa bilancio preventivo pluriennale, che è articolato in tre parti:

  • il conto economico di ciascuno degli anni del piano;
  • il prospetto dei flussi finanziari di ciascuno degli anni del piano;
  • lo stato patrimoniale al termine di ciascuno degli anni del piano.

Piano economico - finanziario

Per questa ragione, potrebbe anche essere chiamato piano economico-finanziario-patrimoniale, ma l’espressione più breve è corretta, perché anche lo stato patrimoniale riflette il profilo finanziario del piano, solo che è riferito ad una data precisa (ad esempio il 31 dicembre di ogni anno) e non ai flussi finanziari di quello stesso periodo.

Il contenuto dei tre prospetti

Il conto economico di ciascun anno contiene i ricavi delle vendite e i costi dei fattori produttivi da impiegare per lo svolgimento della gestione.

Il prospetto dei flussi finanziari di ciascun anno, nella sua accezione più analitica, accoglie le entrate e le uscite collegate all’incasso dei ricavi e al pagamento dei costi, oltre che ad altre operazioni, come gli apporti di capitale dei soci, il disinvestimento di immobilizzazioni o il rimborso di finanziamenti bancari.

Lo stato patrimoniale al termine di ciascun anno contiene la fotografia del patrimonio aziendale a quella data, vale a dire la composizione ed entità dell’attivo, a cui fa riscontro la composizione e l’entità del patrimonio netto e delle passività (cioè i debiti) aziendali.

Il bilancio preventivo pluriennale è solitamente riferito ad un arco di tempo futuro che va dai tre ai cinque anni.

Esso esprime i risultati attesi del piano strategico con cui l’impresa esplicita, da un lato, la propria strategia di business e le relative modalità di attuazione, e, dall’altro, i risvolti finanziari di tali scelte, incluse le fondamentali decisioni di copertura dei fabbisogni di capitale previsti.

Esempio di bilancio preventivo pluriennale

La struttura del piano economico-finanziario o bilancio preventivo pluriennale non è  standard, come avviene per il bilancio consuntivo (bilancio d’esercizio), disciplinato da norme di legge e principi contabili appositi.

Trattandosi di uno strumento di gestione ad uso di imprenditori e di soggetti terzi finanziatori/investitori, riflette le loro esigenze informative. Pertanto, esistono numerosi modi di esprimere il suo contenuto.

Qui di seguito riportiamo semplici esempi di conto economico, prospetto dei flussi finanziari e stato patrimoniale, tali da riflettere le più comuni esigenze informative di chi gestisce o finanzia l’impresa.

Esempio di schema del conto economico preventivo pluriennale

Immaginiamo che esso sia stato costruito nel 2023 e abbracci il successivo triennio.

schema del conto economico preventivo pluriennale

Esempio di schema di prospetto pluriennale dei flussi finanziari

 Anche in questo caso, supponiamo che sia stato costruito nel 2023 e abbracci il successivo triennio.

Inoltre, riportiamo due strutture che dovrebbero sempre coesistere, l’una sintetica (prospetto impieghi e fonti globali) e l’altra analitica (piano di tesoreria).

Il prospetto impieghi e fonti globali può assumere questa forma:

Il piano di tesoreria, invece, ha questo contenuto:

Il piano di tesoreria

Facciamo notare che tale schema di piano di tesoreria è tanto più utile quanto più viene dettagliato in periodi infrannuali (ad esempio mensili).

Esempio di schema di stato patrimoniale al termine di ciascuno degli anni del piano

Anche qui supponiamo che sia stato costruito nel 2023 e abbracci il successivo triennio.

Inoltre ne viene riportata la struttura di stato patrimoniale-finanziario, con la riclassificazione finanziaria dell’Attivo e del Passivo, che sono le sue due sezioni tradizionali.

Di conseguenza, al posto dell’attivo compare la voce impieghi e al posto del passivo la voce fonti, le une e le altre ovviamente ad una certa data.

Prospetto fonti e impieghi

Una componente del piano strategico

L’errore di gran lunga più grave (e frequente) che si possa commettere per arrivare alla costruzione di un bilancio preventivo pluriennale è quello di ritenere che si tratti di una questione di numeri o di contabilità, cioè di metodologia di misurazione di ricavi e costi, di entrate e uscite, di attività e passività, senza un impegnativo sforzo di pianificazione strategica, volto a chiarire la propria strategia di business e le modalità con cui darle attuazione pratica.

Non a caso, spesso si parla di business plan o piano industriale, sottintendendo che prima di arrivare ai numeri dei risultati attesi bisogna chiarire con rigore che cosa fare per ottenerli.

Il che cosa fare è la parte descrittiva del piano strategico, cioè quella più importante, senza la quale i numeri finali rappresentano solo, di volta in volta, semplici estrapolazioni nel futuro di dati storici, oppure sterili esercitazioni contabili o il libro dei desideri, che non convinceranno mai i destinatari terzi del piano (tipicamente banche e altri finanziatori/investitori), così come saranno di ben poca utilità per lo stesso imprenditore.

Il bilancio preventivo pluriennale è la componente finale del piano strategico, che contiene le seguenti parti:

  • l’esplicitazione dell’idea imprenditoriale;
  • la definizione del modello di business;
  • la formulazione dei piani d’azione;
  • la previsione dei risultati attesi (per l’appunto il piano economico-finanziario).

Si provi ad immaginare quale affidabilità possono avere i numeri finali del piano in assenza di questi ingredienti, impropriamente chiamati descrittivi:

  • la chiara consapevolezza di che cosa produrre-per chi-come (l’idea imprenditoriale);
  • l’individuazione dei vantaggi competitivi e delle leve su cui agire per concretizzarli (le proposte di valore per i clienti, i processi-chiave, le risorse-chiave, cioè il modello di business);
  • le iniziative e i progetti con cui tradurre in pratica idea imprenditoriale e modello di business (i piani d’azione).

Solo una volta compiuti tutti questi step si potrà procedere ad una ragionevole stesura del bilancio preventivo pluriennale, anche se nessuna analisi, per quanto accurata, fornirà mai la formuletta per quantificare in modo infallibile tutte le grandezze che compongono il piano economico-finanziario, a cominciare da quella più delicata, che dà il via a tutto il processo di misurazione, vale a dire i ricavi di vendita.

Tutto interessante, ma … in pratica come si fa?

Per fare bene un lavoro ci vuole il giusto metodo ma anche gli strumenti adeguati. Con i numeri aziendali è molto facile ingarbugliarsi con fogli excel complicati e calcoli inconcludenti.

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Autore Luigi Brusa

Luigi Brusa

Autore di numerosi testi sui sistemi di controllo e professore emerito presso Università degli Studi di Torino.

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