CONTO ECONOMICO SCALARE: COME È FATTO?

Il Conto Economico in forma scalare è quella tipologia di prospetto in cui ricavi e costi sono collocati all’interno di un’unica colonna. Nella parte in alto sono indicati i ricavi. Man mano che si scala verso il basso, si sottraggono differenti classi di costo e si calcolano dei risultati intermedi.

L’opposto alla forma scalare è il Conto Economico a sezioni contrapposte. Quest’ultima tipologia di prospetto è la naturale derivazione della contabilità in “partita doppia”. La logica utilizzata del “dare e avere” trova la sua sintesi di un dato periodo nel bilancio a sezioni contrapposte. Intanto che le operazioni aziendali sono registrate in contabilità, il Conto Economico si completa fino ad arrivare alle operazioni di chiusura del bilancio. Gli addetti alle registrazioni contabili operano con la logica della partita doppia e in quella dimensione il conto economico è a sezioni contrapposte.

Per ottenere il Conto Economico in forma scalare occorre sempre partire dal bilancio contabile a sezioni contrapposte. Il processo di conversione da un formato all’altro prende il nome di riclassificazione del conto economico.

Tabella di confronto tra il conto economico scalare e quello a sezioni contrapposte

I vantaggi del Conto Economico in forma scalare

La riclassificazione è un processo ancora poco diffuso nelle PMI. Gli aspetti tecnici di questo processo costituiscono un ostacolo difficile per le aziende poco attente allo sviluppo di competenze gestionali. Accade perciò che l’imprenditore si debba arrangiare con i prospetti di origine contabile. Ovvero schemi di bilancio inadeguati alle esigenze informative di carattere gestionale di cui l’imprenditore ha bisogno.

La forma scalare presenta alcuni importanti vantaggi:

  • facilita i confronti: la collocazione dei valori di bilancio in una sola colonna, consente di affiancare differenti annualità. Così facendo è possibile esaminare in un solo colpo d’occhio l’evoluzione di una voce contabile nei differenti anni. Questa pratica prende il nome di analisi comparata. In molti casi ha maggiore rilevanza osservare le variazioni da un anno all’altro piuttosto che sul valore espresso in un singolo anno.
  • semplifica l’analisi: per ottenere il CE scalare è necessaria una riclassificazione. Riclassificare significa innanzitutto semplificare. L’operazione più importante è infatti quella di raggruppare le moltissime voci che si trovano in un bilancio contabile in pochi gruppi chiamate classi. La tipologia di CE scalare adottata dipende dal tipo di informazione che si vuole porre in evidenza.  
  • consente il calcolo di risultati intermedi: il Margine Operativo Lordo (Ebitda) è uno dei valori più utilizzati nelle analisi di bilancio, in primis dagli istituti di credito. Per calcolare questo e altri risultati intermedi (Es: Reddito Operativo, Margine Industriale, ecc…) è indispensabile adottarre prospetti di Conto Economico in forma scalare.

Le tipologie più diffuse di Conto Economico scalare

Conto Economico civilistico: è regolato da specifici articoli del Codice Civile. Assume questa forma il bilancio depositato presso il registro imprese della CCIAA deve. Purtroppo il Conto Economico scalare del bilancio civilistico offre risultati intermedi di scarso interesse sul piano gestionale. Per questo motivo non si utilizza mai per le analisi di bilancio.

Conto Economico a valore aggiunto: è probabilmente il più diffuso poiché utilizzato dalle banche per il calcolo del rating.

Conto Economico a costo del venduto: utilizzato in particolare dalle aziende che devono gestire commesse, ovvero lavorazioni specifiche e differenti (Es.impianti, macchinari speciali, ecc)

Conto Economico a margine di contribuzione: è probabilmente il meno diffuso tra quelli citati poichè presuppone delle analisi complesse interne all’azienda che presuppongono la presenza di una contabilità analitica per centri di costo.

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Igor Zardoni

Cintura nera di excel e appassionato di scrittura. Parole e numeri sono le due facce della mia passione e della mia professione.

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