RICLASSIFICAZIONE CONTO ECONOMICO: SCARICA L’EXCEL

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La riclassificazione del conto economico è un tema di basilare importanza per l’imprenditore che vuole compiere scelte aziendali in modo più accurato e scientifico.

Le parole chiave sono proprio “accurato” e “scientifico”.

L'importanza della riclassificazione del conto economico

Se decidi di riclassificare il bilancio, e in particolare il conto economico del tuo business, ti si aprirà un mondo: prendere decisioni non sarà più una scommessa, ma un’attività ponderata, con molto meno spazio per le sorprese sgradite.

I numeri generati dalle scritture contabili (che quotidianamente registrano i fatti aziendali) sono una rappresentazione complessa, ma anche ordinata e precisa delle attività aziendali. In effetti, ogni azione che avviene in un’impresa determina delle implicazioni economiche che, nel corso dell’anno, confluiscono progressivamente nel prospetto di Conto Economico.

A questo punto, se sai leggere e interpretare i dati del bilancio è un enorme vantaggio. Significa che hai una visione chiara e concreta dell’andamento della tua azienda.

I vincoli formali imposti dalle normative fiscali e civilistiche rendono poco fruibile, così com’è, la preziosa base statistica che ti è offerta dalle scritture contabili. È allora importante “tradurre” tutto in un formato più semplice e operativo.

In altre parole: è importante riordinare e raggruppare in modo diverso i numeri, per aggirare i tecnicismi e mettere nelle mani dell’imprenditore un documento che offre rapidamente conferme (o smentite) rispetto alle sue sensazioni. Ecco perché è così utile e indispensabile fare una riclassificazione anche del bilancio della tua impresa.

L’alternativa è quella di muoverti alla cieca. Magari l’hai fatto fino a oggi, e ti è sempre andata bene. Ma… in futuro? Potrà andarti liscia ancora per quanto? Non lo sai dire, vero?

E comunque ti sembra saggio rinunciare alla riclassificazione del conto economico della tua azienda, quando quest’ultimo è uno strumento che ti può levare le castagne dal fuoco? Perché non sfruttare la riclassificazione per iniziare a prendere decisioni più consapevoli, come fanno i grandi imprenditori?

“Ok, ma perché allora imporre per legge un conto economico riclassificato standard?”

In realtà, il conto economico è evoluto più volte nel corso della sua storia, cercando sempre di offrire come risultato finale un prospetto riformulato in modo più funzionale. Vediamo insieme come e perché questo è successo.

Una creazione nata nell’Italia del Medioevo

Il Conto Economico descritto dal Codice Civile moderno prevede una lista scalare di voci, a partire dai ricavi fino al risultato di esercizio. Non è sempre stato così, però. In effetti, questa particolare forma del Conto Economico fu introdotta solamente nel 1991, quando l’Italia mise in pratica la IV Direttiva sul Bilancio della Comunità Europea.

Tale normativa si ispirava un po’ a quello che già avveniva in economie differenti da quella italiana, come per esempio le economie dei Paesi di area anglosassone, in cui la riclassificazione era un concetto base già dagli inizi del ‘900. L’obiettivo della trasformazione era quello di avere un bilancio più semplice e veritiero.

Prima di questa rivoluzione, come veniva rappresentato il conto economico? In principio, la sua struttura si presentava in una forma legata all’antichissimo (e fondamentale) concetto che sta alla base della ragioneria: la Partita Doppia.

La partita doppia come base della ragioneria

Le prime testimonianze di registrazioni contabili risalgono addirittura al XIII secolo. È poi grazie all’opera di Fra’ Luca Pacioli, un frate italiano matematico ed economista del quindicesimo secolo, che la Partita Doppia diventò uno dei cardini fondamentali della ragioneria. Così fondamentale da ispirare il modo di tenere i registri delle attività commerciali, che stavano via via fiorendo in tutto il mondo.

La Partita Doppia era uno schema davvero basilare, tanto che il conto economico di ogni impresa era poi rappresentato secondo la sua tipica struttura “bisezionale”, cioè “Dare” e “Avere”. Tutto molto semplice, ma tutto molto lontano dai benefici della moderna riclassificazione dei bilanci.

Dal Conto “Profitti e Perdite” alle prime Riclassificazioni del Conto Economico

Però, già alla metà degli Anni ’70 del Novecento, in particolare con la Legge 216/74, lo Stato cominciò a richiedere alle imprese di formulare i bilanci seguendo alcuni standard che ne agevolassero la comprensione.

Si trattava della prima elementare classificazione mediante il raggruppamento delle voci contabili secondo semplici criteri: immobilizzazioni, rimanenze, costo del lavoro, fatti straordinari e così via.

Nel 1991, recependo quelli che erano i dettami europei, il Conto Economico cambiò radicalmente, abbandonando la sua tipica e storica forma in partita doppia, accettando invece quella scalare moderna. Una vera e propria rivoluzione nel campo della contabilità.

Il concetto di “Gestioni”

Ovviamente, la riforma del 1991 non cambiò semplicemente il modo con cui dovevano essere elencate le varie voci nel Conto Economico, ma apportava in particolare una riclassificazione di queste ultime in diverse categorie o “gestioni”, a seconda della loro natura.

Per la precisione, tali categorie suddividevano le varie voci di conto in Gestione:

  • Caratteristica: il Core Business dell’azienda, Valore e Costi della Produzione.
  • Finanziaria: oneri e proventi relativi all’acquisizione dei mezzi finanziari.
  • Straordinaria: oneri e proventi eccezionali.
  • Tributaria: le tasse.

Al di fuori degli impulsi che possono arrivare dal legislatore, la base dati fornita dalla contabilità è comunque un materiale prezioso che è necessario schematizzare in modo immediato e comprensibile. Per ottenere tutti quei benefici di cui ti ho parlato all’inizio di questo mio articolo.

Tuttavia, nella gran parte dei casi, l’imprenditore non conosce i tecnicismi contabili. Ha dunque necessità di avere un report semplificato e agevole da analizzare. Sennò fa obiettivamente troppa fatica (quando ci riesce!) ad avere un quadro chiaro della situazione economica del business. Ed è proprio qui che entra in gioco la necessità di riclassificare il bilancio!

La riclassificazione del conto economico permette di dare all'imprenditore un report semplificato

La riclassificazione di bilancio è indispensabile anche in altre situazioni. Per esempio, è fondamentale per comunicare efficacemente con gli istituti di credito. Pensaci bene: riclassificare il bilancio della tua impresa ti può davvero evitare rapporti complicati con le tue banche. Già solo per questo la riclassificazione del bilancio è un’operazione che dovrebbe attirare la tua attenzione.

Come sapere quanta ricchezza genera la tua azienda? Con il MOL

Il Margine Operativo Lordo (o MOL) è uno dei più importanti indicatori che scaturiscono della riclassificazione di un bilancio. Il MOL dà infatti una misura sintetica circa la capacita dell’azienda di generare ricchezza sufficiente a garantire investimenti, coprire impegni finanziari e accantonare riserve. Hai capito bene, tutto questo in un solo indice economico.


Di fatto, il MOL è il risultato finale della Gestione Caratteristica, cioè i Ricavi di Produzione meno i Costi Esterni (fattori della produzione) e quelli del Personale. Sebbene nel nostro Codice Civile la Gestione Caratteristica contenga anche gli ammortamenti e gli accantonamenti, queste voci non devono essere considerate nel calcolo del Margine Operativo Lordo.

In estrema sintesi: il MOL è un dato davvero fondamentale, con cui ogni imprenditore dovrebbe avere dimestichezza. Perché oramai viene richiesto sempre più spesso dalle banche a cui si richiedono prestiti e mutui.

È l’imprenditore a dover riclassificare il Conto Economico?

Rispondo con fermezza alla domanda che ho appena fatto: no, non è necessario! Anzi, dato che si tratta di una competenza molto particolare, la riclassificazione di bilancio spetta a chi ha a che fare tutti i giorni con dati e conti. È naturale che sia così.

Detto ciò, il compito dell’imprenditore all’interno dell’azienda è un altro: prendere le decisioni. Per farlo, deve essere coadiuvato da informazioni precise, chiare e, ancora una volta, veritiere. Altrimenti sono guai, come puoi facilmente immaginare.

Insomma: ciò di cui ha bisogno l’imprenditore è di un report direzionale periodico, nel quale sono contenute solo le informazioni che sono state tratte dalla riclassificazione, tra cui il già citato MOL, il suo andamento nel tempo e le sue possibili proiezioni.

3 consigli per avvicinarsi più facilmente alla riclassificazione del Conto Economico

Arrivati a questo punto, cioè compresa a fondo l’importanza della riclassificazione del Conto Economico, bisogna poi metterla in pratica. Come fare per approcciarsi al meglio ad essa? Nessuna paura. Ti do tre pratici e semplici consigli:

1. Fà sempre l’Analisi Comparata dei Bilanci e usa i conti in percentuale

L'uso dei dati percentuali nella riclassificazione del conto economico

La riclassificazione di bilancio ti permette un’analisi comparata più agevole e comprensibile. Meglio ancora: riclassificare il Conto Economico è fondamentale aver chiara qual è l’incidenza percentuale di ogni voce, partendo dai Ricavi, che rappresentano sempre il 100%.

2. Per cominciare è sufficiente un foglio di Excel

File Excel come strumento utile
Tutti i programmi gestionali offrono pacchetti che propongono funzioni di riclassificazione. A mio giudizio questa non è la strada da cui partire. È fondamentale per chi legge e interpreta i dati riclassificati avere accesso ai criteri di elaborazione. Ci deve essere la possibilità di verificare (e al limite modificare) i calcoli e i criteri adottati dal programma. Sotto questo profilo “excel” è la soluzione più immediata. Se vuoi una base da cui partire, ho predisposto per gli iscritti alla newsletter questo file excel che puoi scaricare gratuitamente.

3. Tenere sotto controllo le voci che generano volumi importanti

La riclassificazione permette di monitorare i dati più importanti

I Costi Esterni, così come vengono chiamati nel Conto Economico civilistico, sono la somma dei costi di produzione. Al loro interno, alcune voci possono essere più “voluminose” rispetto alle altre, magari generando il 10-30% del totale dei Costi Esterni. In sede di riclassificazione del bilancio, queste voci meritano di essere isolate e sottoposte a un monitoraggio separato dal resto delle altre voci, che sono di secondaria rilevanza.

Che dire in conclusione? La riclassificazione del Conto Economico è un’operazione realmente fondamentale. Magari ti potrà apparire complessa, ma credimi: è utilissima per qualsiasi tipo d’impresa, perché ti permette di conoscere bene le situazioni prima di decidere. Se integri la riclassificazione del tuo bilancio aziendale nel tuo sistema contabile e informativo, significa che hai una marcia in più rispetto ai tuoi concorrenti, con tutti i benefici che questo fatto porta con sé.

Questo tema potrebbe essere approfondito, ma in questo blog desidero trattare argomenti di gestione aziendale in modo semplice e comprensibile a tutti gli imprenditori. Se vuoi rimanere aggiornato e “sul pezzo” ti consiglio di non perderti i prossimi articoli. Iscriviti alla newsletter mensile e al canale YouTube per restare aggiornato sulle novità e sulle tecniche utili per la gestione della tua azienda.

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Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in finanza e controllo di gestione.

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