RICLASSIFICAZIONE CONTO ECONOMICO

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La riclassificazione del conto economico è un procedimento contabile finalizzato all’analisi dei costi e dei margini dell’impresa.

Consiste in una rielaborazione dello schema di bilancio tradizionale.

La riclassificazione del conto economico a valore aggiunto

Tre modi di riclassificare il conto economico

Le procedure di contabilità, che sono alla base della formazione del bilancio, seguono logiche fiscali e giuridichePer tale ragione gli schemi tradizionali hanno una disposizione delle voci poco adatta ad una lettura del bilancio in ottica imprenditoriale.

Obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

Esistono tre tipologie di riclassificazione da cui è possibile estrapolare differenti risultati intermedi ovvero indicatori di marginalità:

Schema di riclassificazioneRisultato intermedioTipo di bilancio
A valore aggiuntoMargine operativo lordoBilancio contabile o bilancio civilistico
A costo del vendutoMargine industrialeBilancio contabile
A costi variabili e margine di contribuzioneMargine di contribuzioneBilancio contabile

Un aspetto fondamentale della riclassificazione è il tipo di bilancio utilizzato. Infatti, l’operatore esterno all’impresa (es: la banca) può disporre solamente dei dati contenuti nel bilancio civilistico, ovvero il formato sintetico che viene depositato presso la CCIAA.

Invece, l’operatore interno all’impresa (es: l’imprenditore), può adottare qualsiasi schema poiché ha accesso a tutti i dati contabili, e dunque è in grado di:

  • separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine industriale;
  • distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.

Il conto economico a valore aggiunto [modello Excel]

È lo schema di riclassificazione più diffuso per due motivi:

  • è valido per ogni tipo di attività (produzione, servizi, commercio, eccetera);
  • è adottabile anche dagli operatori esterni (che utilizzano il bilancio civilistico).

Quando la base dati è quella del conto economico civilistico (che ha un formato standard), è possibile ottenere la riclassificazione in modo automatizzato, tramite il semplice inserimento dei dati in un programma di calcolo.

Per capire meglio puoi scaricare questo modello excel. Inserendo i valori nel foglio input, apparirà in automatico, nel foglio successivo, il conto economico riclassificato e i risultati intermedi come il margine operativo lordo e il reddito operativo.

File Excel come strumento utile

Se sei interessato, puoi approfondire l’argomento leggendo l’articolo dedicato al conto economico a valore aggiunto.

Il differente approccio richiesto dal bilancio contabile

I prospetti del bilancio contabile sono composti da voci che derivano dal piano dei conti aziendale e, dunque, sono differenti in ogni azienda. Per questo motivo, la riclassificazione di tali prospetti richiede un procedimento personalizzato.

La buona notizia è che si tratta di un’operazione che si esegue una tantum, ovvero rimane valida per molti anni, fintanto che non cambia il piano dei conti insieme al software di contabilità.

Per tali ragioni la soluzione più saggia è di eseguire la riclassificazione facendosi aiutare da una persona esperta.

Schemi che rappresentano le diversità tra il bilancio civilistico e il bilancio contabile

Gli altri due metodi di riclassificazione

Il conto economico a costo del venduto

La riclassificazione del conto economico a costo del venduto

Questa configurazione è la più adatta per l’analisi dei costi nelle aziende di produzione.

Il conto economico a costo del venduto richiede la separazione dei costi inerenti l’attività di produzione da quelli delle altre aree operative.

Puoi approfondire l’argomento leggendo l’articolo dedicato al conto economico a costo del venduto.

Il conto economico a margine di contribuzione

La riclassificazione del conto economico a margine di contribuzione

Alla base di questo tipo di riclassificazione c’è la distinzione tra costi fissi e variabili.

Il risultato intermedio che si ottiene è il margine di contribuzione, tramite il quale è possibile calcolare il break even point.

In un’epoca di forte dinamismo dei prezzi di vendita, le imprese devono saper analizzare i margini sulle differenti linee di prodotto. In questo ambito diventa fondamentale conoscere il margine di contribuzione di ogni prodotto.

Esempio di conto economico a margine di contribuzione per aziende multi prodotto

Per capire come funziona questo tipo di schema, trovi un esempio pratico nell’articolo dedicato al conto economico a margine di contribuzione.

I tre schemi a confronto

Le tre tipologie di riclassificazioni hanno lo stesso schema al di sotto del reddito operativo. Perciò le differenze riguardano la classificazione dei costi e dei ricavi della gestione caratteristica, ovvero ciò che caratterizza l’attività economica dell’impresa.

Immagine con la sintesi dei tre schemi di riclassificazione

Bibliografia

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Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in finanza e controllo di gestione.

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