INVENTARIO DI MAGAZZINO: METODI E FATTORI DA CONSIDERARE

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L’inventario di magazzino è un’operazione che va effettuata all’inizio di ogni esercizio allo scopo di dare una corretta rappresentazione e valutazione delle rimanenze da inserire nel bilancio di esercizio.

Permette di avere un dettaglio dei beni presenti a magazzino e di raggrupparli in categorie omogenee in modo da poter effettuare la valutazione secondo principi e disposizioni di legge.

Inventario di magazzino: metodi e fattori da considerare

Come fare l’inventario fisico

Le operazioni di inventario sono identificabili in tre fasi:

  • ricognizione: consiste nella ricerca e circoscrizione dei beni da sottoporre a inventario, per distinguerli dal resto dei beni presenti in azienda;
  • descrizione: riguarda la definizione delle qualità fisiche, tecniche o la destinazione commerciale dei singoli beni oggetto di inventario. Tale operazione ha particolare rilevanza per i prodotti che sono ad uno stadio intermedio di lavorazione (semilavorati, lavori in corso su ordinazione, eccetera);
  • classificazione: per procedere alla valutazione, i beni vanno raggruppati in classi omogenee, tenuto conto che la valutazione delle rimanenze deve avvenire sulla base della distinzione prevista dalla voce rimanenze nel bilancio civilistico (art.2424 c.c.).

Oltre al vincolo dettato da quest’ultima classificazione, la giurisdizione non impone specifici schemi per la redazione dell’inventario. Gli unici riferimenti si trovano nell’art.2214 in cui si esorta l’imprenditore a tenere il libro degli inventari, e nell’art.2217 in cui si indica come l’inventario deve redigersi all’inizio dell’esercizio dell’impresa e successivamente ogni anno.

Ciò presuppone che i reali obblighi in tal senso siano quelli generici riguardanti la corretta tenuta contabile, di cui le indicazioni si trovano all’art.2219.

Inventario contabile

L’inventario contabile riguarda l’identificazione dei valori da attribuire alle rimanenze di magazzino. Si tratta di un processo importante che ha un impatto per due voci di bilancio:

Valutazione

La valutazione delle rimanenze è il primo passaggio dell’inventario contabile. Ciò porta a ottenere un valore per ognuna delle sottoclassi inserite nello stato patrimoniale alla voce C.I – Rimanenze:

  • materie prime, sussidiarie e di consumo;
  • prodotti in corso di lavorazione e semilavorati;
  • lavori in corso su ordinazione;
  • prodotti finiti e merci;
  • acconti.

La valutazione comporta inoltre il calcolo della variazione delle rimanenze, ovvero la differenza tra il valore ottenuto al termine dell’esercizio (rimanenze finali) e quello che si aveva a inizio anno (rimanenze iniziali). Tale valore concorrerà poi alla formazione del reddito, rispettivamente nelle tre voci presenti in conto economico:

  • A.2) variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti;
  • A.3) variazioni dei lavori in corso su ordinazione;
  • B.11) variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie e di consumo.

Esistono diversi metodi di valutazione che puoi approfondire in questo articolo dedicato proprio alla valutazione delle rimanenze.

Rappresentazione

La rappresentazione delle rimanenze riguarda i tre documenti del bilancio:

Nello stato patrimoniale si registrano tra le attività, alla voce C.I suddivise nelle cinque sottocategorie viste in precedenza. All’interno del conto economico, invece, si inserisce la variazione delle rimanenze, ovvero la differenza (positiva o negativa) tra rimanenze finali e rimanenze iniziali.

Infine, la nota integrativa (art.2427) prevede che siano indicati:

  • i criteri applicati nella valutazione delle voci di bilancio, nelle rettifiche di valore e nella conversione dei valori non espressi all’origine in moneta avente corso legale nello stato;
  • le variazioni intervenute nella consistenza delle altre voci dell’attivo e del passivo;
  • l’ammontare degli oneri finanziari imputati nell’esercizio ai valori iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale, distintamente per ogni voce;
  • l’importo complessivo degli impegni, delle garanzie e delle passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale, con indicazione della natura delle garanzie reali prestate.
5 operazioni richiesta dalla tecnica di formazione dell'inventario fisico

Quando si effettua l’inventario

L’inventario del magazzino è effettuato all’inizio dell’anno, così come indicato nell’art.2217 del codice civile. In realtà, a seconda della tipologia di impresa, degli strumenti a sua disposizione e di specifici obblighi previsti dalla legge, è possibile adottare dei metodi che permettano diversi controlli nel corso dell’anno.

Infatti, a seguito del superamento di alcuni parametri di bilancio, ad alcune aziende è prescritta la rilevazione continua dei movimenti tale da consentire una valutazione e costante delle rimanenze. Puoi approfondire questo argomento nell’articolo dedicato al magazzino fiscale.

In relazione al tempo, si possono considerare 3 principali metodi:

1) l’inventario annuale, che rispetta il minimo previsto dalla legge, riguardo agli obblighi concernenti la valutazione del magazzino. Solitamente si dedicano i primissimi giorni del nuovo anno, quando le attività operative sono ferme o rallentate per effetto dei giorni festività;

2) l’inventario a rotazione, che avviene in più momenti dell’anno e consiste in un conteggio parziale e programmato. Adottato in alcune realtà di grandi dimensioni, permette all’azienda di avere effettuare il monitoraggio tramite processi strutturati eseguiti da personale dedicato. I vantaggi sono:

  • evita che la valutazione delle rimanenze restituisca un valore fuori controllo al termine dell’anno;
  • permette di organizzare meglio l’approvvigionamento;
  • limita gli errori e le sviste;

3) l’inventario in tempo reale, che presuppone una rilevazione costante delle giacenze. Solitamente, chi è obbligato a tenere traccia del magazzino fiscale segue tale metodo. Ovviamente ciò può richiedere un determinato dispendio di risorse, non solo economiche, in quanto è necessario strutturare un sistema organizzativo solido, affinché l’inventario possa essere affidabile, in qualsiasi momento.

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Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in finanza e controllo di gestione.

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