CONTABILITÀ SEMPLIFICATA: COS’È E CHI PUÒ ADOTTARLA

Tempo di lettura: 3 minuti

 Autore: Rocco Di Terlizzi

La contabilità semplificata è un regime contabile che presenta un sistema più snello rispetto alla contabilità ordinaria, infatti prevede:

  • l’utilizzo del principio di cassa e non del principio di competenza;
  • l’esonero di tenuta di alcuni libri contabili;
  • più semplicità nella gestione fiscale.
La contabilità semplificata

Per queste ragioni, la contabilità semplificata viene spesso scelta da imprese individuali, società di persone, enti non commerciali e professionisti, ovvero le imprese meno strutturate.

Contabilità semplificata e principio di cassa

Se stai pensando di adottare il regime di contabilità semplificata, è importante capire come funziona. Innanzitutto, questo regime si basa sul cosiddetto principio di cassa.

L’emissione di fatture e l’incasso (per i ricavi), ricezione di fatture e pagamento (per i costi), poche volte avvengono nello stesso momento. Infatti, in alcuni casi le fatture prevedono pagamenti posticipati di 30, 60, e anche 90 giorni.

Nei regimi di contabilità ordinaria, tali fatture rientrerebbero comunque nel reddito secondo il principio di competenza, anche se non incassate o pagate entro la fine dell’anno.

Nella contabilità semplificata, si registrano solamente le operazioni che hanno avuto un effettivo incasso e pagamento. Il reddito si forma perciò sui reali movimenti di liquidità, evitandoti dunque di:

  • pagare tasse su fatture che non hai ancora intascato;
  • vedere il tuo reddito abbassarsi per fatture che ancora non hai pagato.

Contabilità semplificata e libri contabili

Il vantaggio della contabilità semplificata riguarda una maggior semplicità dal punto di vista documentale e burocratico.

Chi adotta questo sistema, infatti, è esonerato dalla predisposizione del bilancio ordinario e, dalla redazione di alcuni libri contabili.

I documenti necessari nella contabilità semplificata sono pochi, ovvero:

Altri, come libro giornale e libro inventario non sono richiesti. Ma stai attento, questa semplificazione è solo di natura fiscale, mentre il codice civile non ti fa sconti da questo punto di vista.

Ricordati, infatti, che se le cose dovessero andare male per la tua azienda, diciamo pure un fallimento, la mancata tenuta di tali libri contabili diventa molto pericolosa dal punto di vista delle sanzioni, che possono essere anche penali!

Insomma, non ti fidare della parola semplificazione, quando ad usarla è il fisco italiano.

Chi può accedervi

Se le caratteristiche del regime di contabilità semplificata sembrano fare al caso tuo, per poterlo adottare devi sapere che ci sono dei limiti da rispettare.

Il limite cardine è rappresentato dal fatturato. A seconda del tipo di attività che tu hai intenzione di portare avanti, non dovrai superare:

  • 400.000 € nel caso tu sia un prestatore di servizi;
  • 700.000 € per tutte le altre attività.

Nel caso in cui eserciti contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività prenderai come riferimento l’ammontare dei ricavi relativi all’attività prevalente. In mancanza della distinta annotazione dei ricavi si considerano prevalenti le attività diverse dalle prestazioni di servizi.

Ci sono agevolazioni dal punto di vista fiscale?

Per quel che riguarda le tasse, il regime semplificato non prevede sconti rilevanti. Ci sono delle bazzecole fiscali, come una detrazione di imposta che puoi scontare dalle tasse, ma francamente nulla di che.

Diciamo invece che questo regime contabile ha alcune regole diverse che si devono seguire quando occorre determinare il reddito su cui pagare le tasse.

Regole molto diverse che creano certamente una distonia di valori tra il reddito del bilancio che consegnerai magari alla tua banca (basato su regole del codice civile) e il reddito fiscale che la stessa banca leggerà nella tua dichiarazione dei redditi che le avrai consegnato.

La contabilità semplificata è una cosa diversa dal regime forfettario

La contabilità semplificata non si deve confondere con il cosiddetto regime forfettario, che è sì basato sul principio di cassa, che è sì più vantaggioso per via delle sue aliquote basse ma (c’è sempre un ma con il fisco italiano!) ha dei limiti di fatturato molto più stringenti e, soprattutto, si basa solo sulle fatture emesse, mentre i costi….non di possono dedurre, perciò è come se non esistessero.

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Rocco Di Terlizzi

Commercialista creativo. Aiuto l’imprenditore a conoscere la sua azienda e, solo dopo, a saperla guidare.

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