PRINCIPIO DI CASSA: CHE COS’È E CHI LO PUÒ ADOTTARE

Tempo di lettura: 3 minuti

 Autore: Rocco Di Terlizzi

Il principio per cassa è uno dei criteri di imputazione contabile tramite il quale sono considerati, all’interno del bilancio, solo quei ricavi e costi che sono stati realmente incassati e pagati.

Chi può adottare il principio di cassa e in cosa consiste

Limiti dimensionali

Stai pensando di aprire una partita IVA, ma non sai ancora che tipo di contabilità adottare? 
Sei un artista, un professionista, una ditta individuale o una società di persone (s.n.c. o s.a.s)?

Allora il tuo regime contabile ideale è la contabilità semplificata.

Va detto, però, che per poter utilizzare tale regime contabile bisogna rispettare dei vincoli collegati al volume di affari, ovvero:

  • se vendi servizi allora non dovrai superare i 400.000 € annui;
  • se vendi beni o cose allora non dovrai superare i 700.000 € annui.

Stabilito il regime contabile, ora puoi decidere anche come imputare i tuoi costi e ricavi all’interno del tuo bilancio.

Principio di cassa e contabilità semplificata

La contabilità semplificata ti consente di scegliere il criterio di cassa che, come detto, prende in considerazione solo ricavi e costi realmente incassati/pagati nell’anno a cui si riferisce il bilancio.

In altre parole, se nel corso dell’anno non hai incassato tutte le fatture dai tuoi clienti e non hai saldato tutti i tuoi fornitori, con il principio di cassa rientreranno nel tuo bilancio solo i ricavi e costi che concretamente hanno generato entrate ed uscite di liquidità in quell’anno.

Quando un incasso (ricavo) e una spesa (costo) possono considerarsi regolarmente conclusi? Questo momento varia in base alla modalità di pagamento adottata:

  • pagamento in contanti, la transazione è immediata e può essere registrata subito;
  • bonifico bancario, carta di credito o di debito: l’operazione va rilevata nel momento in cui avviene il reale accredito o addebito sul conto corrente;
  • pagamento tramite assegni: in questo caso, i compensi pagati vanno registrati nel momento in cui l’assegno entra nella disponibilità del ricevente.

Un esempio semplice

Nel corso dell’anno hai questa situazione:

  • fatture di vendita emesse = 100.000 € di cui ne hai incassate solo 70.000 €;
  • fatture di acquisto da fornitori = 50.000 € di cui ne hai pagate solo 35.000 €.

Con il principio di cassa il tuo reddito sarà di 35.000 € (70.000 – 35.000). Invece, adottando il  principio di competenza il reddito diventerà di 50.000 € (100.000 – 50.000).

Quindi pagherai le tasse su un minor reddito? Certo… a meno che non incassi fatture di anni precedenti! Mai fidarsi del fisco italiano quando parla di semplificazione, mai!

Quando optare per il principio di cassa

Un consiglio che mi sento di darti. Solo se hai una piccola azienda o un sei professionista con un volume d’affari contenuto, solo in questi casi, ti suggerisco di scegliere il regime di contabilità semplificata e il conseguente principio di cassa.

Il rischio che puoi correre, scegliendo questo regime, è quello di non capire i numeri della tua impresa nel corso degli anni, e magari ritrovarti spiacevoli sorprese. Come nel caso di un cliente che ti paga dopo anni, e genera una impennata improvvisa di reddito… e di tasse da pagare.

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Rocco Di Terlizzi

Commercialista creativo. Aiuto l’imprenditore a conoscere la sua azienda e, solo dopo, a saperla guidare.

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