BILANCIO AZIENDALE: QUANTE VERSIONI ESISTONO?

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Telefonata di qualche settimana fa.

Banca: “Nei prossimi giorni potrebbe inviarmi il bilancio analogico dell’azienda?”

Io: “In che senso analogico?”

Banca: “No, mi scusi. Volevo dire analitico. Gentilmente, me lo manda via mail appena riesce?”

Io: “Analitico, intende la versione non abbreviata. Quella contabile, giusto?”

Banca: “Sì, sì, quello. Ci serve il bilancio approvato del 2019 e poi uno provvisorio del 2020.”

Io: “Ok. Penso che l’azienda abbia il provvisorio a fine settembre”

Banca: “Perfetto. Appena può, mandi tutto.”

Bilancio aziendale: quante versioni esistono?

Avendo familiarità con il gergo tecnico, la faccenda si è risolta in poche battute. Chi non è del mestiere, avrebbe fatto non poca fatica a intendersi.

L’assortimento di termini che si accompagnano al bilancio aziendale è l’effetto combinato di definizioni fiscali, contabili e gestionali. Ce ne sono parecchi, e probabilmente altri ne inventeranno in futuro.

“La vita è veramente molto semplice; ma noi insistiamo nel renderla complicata”

                                                                          Confucio

Bilancio civilistico

Con il termine bilancio civilistico, si fa riferimento a quanto previsto dal codice civile italiano per ciò che riguarda:

  • forma;
  • contenuto;
  • regole di redazione.

Si tratta di un formato che segue regole obbligatorie previste dalla legge.

Dunque il bilancio civilistico contiene voci e descrizioni che sono uguali per tutte le aziende. Se vuoi farti un’idea chiara e definitiva, la cosa migliore è dare un’occhiata a quello che c’è scritto sul testo di legge. Ci sono due articoli dedicati: art.2424 per lo stato patrimoniale e art.2425 per il conto economico.

I 4 documenti che compongono il bilancio d'esercizio

Il bilancio civilistico è redatto con differenti livelli di dettaglio in funzione delle dimensioni aziendali a seconda che si tratti di micro, piccole, medie o grandi imprese.

Esistono 3  formati di bilancio civilistico: 

  • bilancio ordinario: medie e grandi imprese;
  • bilancio abbreviato: piccole imprese;
  • bilancio delle micro-imprese: micro-imprese.

Il bilancio civilistico è il formato richiesto alle società che hanno l’obbligo di rendere pubblico il proprio bilancio depositandolo al registro delle imprese presso le camere di commercio. 

Bilancio ordinario

Il bilancio ordinario è una delle forme previste nella macro-voce di bilancio civilistico. All’interno del codice civile è chiamato semplicemente bilancio di esercizio, in quanto è la forma più completa. 

Il bilancio ordinario contiene al suo interno tutti i documenti previsti dalla legge e qui elencati: 

  • stato patrimoniale;
  • conto economico;
  • rendiconto finanziario;
  • nota integrativa.

Il bilancio ordinario è la forma prevista per le aziende con almeno 2 dei seguenti requisiti: 

  • totale attivo di stato patrimoniale > € 4.400.000;
  • ricavi da vendite e prestazioni > € 8.800.000,
  • dipendenti > 50 unità.

Bilancio abbreviato

Il bilancio abbreviato (detto anche “bilancio in forma abbreviata”) prevede un contenuto meno corposo rispetto al bilancio ordinario.

I documenti obbligatori, che esso contiene, sono i seguenti: 

  • stato patrimoniale;
  • conto economico;
  • nota integrativa.

Dunque il bilancio abbreviato non include il rendiconto finanziario. Inoltre, rispetto al “fratello maggiore” bilancio ordinario (entrambi bilanci civilistici), i documenti obbligatori del bilancio abbreviato contengono un numero inferiore di voci e descrizioni.

Il bilancio abbreviato viene utilizzato dalle società che non superano più di uno di questi parametri: 

  • totale attivo di stato patrimoniale: € 4.400.000;
  • ricavi da vendite e prestazioni: € 8.800.000;
  • dipendenti: 50 unità.

Bilancio CEE – IV direttiva

L’Unione Europea ha cercato di armonizzare il sistema di stesura dei bilanci nei paesi membri attraverso l’emanazione della IV direttiva CEE (CEE=Comunità Economica Europea). La direttiva prevede una serie di principi, poi recepiti tramite leggi nazionali.

Spigato il bilancio della IV direttiva cee

In Italia, la IV direttiva è stata adottata all’interno del codice civile con articoli 2424 e 2425. In pratica il bilancio CEE è un sinonimo di bilancio civilistico.

Capita che qualcuno utilizzi la definizione “bilancio IV direttiva”. Anche questa definizione ha lo stesso significato di bilancio CEE o bilancio civilistico.

Bilancio consolidato

Il bilancio consolidato descrive la situazione globale di un gruppo di imprese tra loro collegate da quote di partecipazione. In termini pratici, il bilancio consolidato è la somma dei bilanci delle società. Da tale somma vanno scorporate le “operazioni infragruppo”.

Facciamo un esempio di due aziende collegate:

  • Alfa: ricavi 10.000 e costi 9.000;
  • Beta:  ricavi 800 e  costi 500.

Se non ci sono ricavi infragruppo ovvero non ci sono fatture tra le due aziende, il bilancio consolidato sarà la somma dei 2 bilanci, ovvero:

  • ricavi: 10.800 (10.000 + 800);
  • costi: 9.500 (9.000 + 500).

Ipotizziamo invece che Beta abbia venduto 300 (sul totale di 800) ad Alfa. In questo caso bisogna scorporare questa operazione infragruppo, ovvero togliere 300 di ricavi e 300 di costi dalla somma, ovvero il risultato sarà questo:

  • ricavi: 10.800-300 = 10.500;
  • costi: 9.500 -300 = 9.200.

La forma del bilancio consolidato è quasi identica al normale bilancio civilistico redatto dalla singola azienda. Se ti interessa un approfondimento, abbiamo scritto un articolo sul bilancio consolidato.

Bilancio d’esercizio

Utilizzando il termine bilancio d’esercizio, ci si riferisce alla dimensione temporale del bilancio aziendale. Il bilancio d’esercizio descrive quindi la situazione aziendale rapportata all’anno fiscale, chiamato appunto esercizio. 

L’esercizio inizia il 1° di gennaio e termina il 31 dicembre per quasi tutte le imprese. In qualche caso l’esercizio hanno inizio e fine differenti.

Significato del bilancio d'esercizio e la sua durata

Ricavi e costi possono, ad esempio, essere riferiti a un periodo che va dal 1° giugno al 30 maggio dell’anno successivo. Alcune aziende lo fanno a scopi di stagionalità; altre, perché devono adeguarsi ai principi di redazione di una holding estera a capo del loro gruppo.

Bilancio contabile

Il bilancio contabile rappresenta una sintesi delle scritture contabili in partita doppia. Al suo interno sono rappresentate le partite chiuse dei vari conti, dunque è possibile conoscere il valore finale di ogni mastrino.

In termini pratici, è la stampa prodotta dai software di contabilità utilizzati per registrare le fatture di acquisti e vendita, i costi del personale, interessi bancari e tutte le altre operazioni per le quali è prescritta una rilevazione contabile.

La definizione corretta sarebbe quella di “situazione contabile” ma in gergo aziendale sono utilizzate entrambe. Anche quando si parla di “bilancio di verifica” si intende il medesimo prospetto.

Il bilancio contabile si caratterizza per il dettaglio di informazioni codificate tramite il piano dei conti. Ogni impresa è libera di adottare un proprio piano dei conti, ne consegue che ogni impresa può avere un bilancio contabile diverso.

Nel corso dell’anno, il bilancio contabile è definito bilancio di verifica o situazione contabile poichè si tratta di una rappresentazione incompleta della situazione aziendale. All’interno del bilancio contabile non sono presenti gli ammortamenti, gli accantonamenti e le tutte altre scritture di assestamento che si effettuano al termine dell’esercizio.

Quando tutte le operazioni sono state registrate, il bilancio contabile è completo e pronto per essere riclassificato nel bilancio civilistico che verrà poi depositato presso il registro delle imprese.

Bilancio di verifica

Il bilancio di verifica è il prospetto che viene utilizzato nel corso dell’anno. Contiene i dati di bilancio riferiti ad una porzione dell’anno. Per questa ragione, viene anche definito bilancio provvisorio. 

Si tratta di termini che provengono soprattutto dal mondo bancario. In occasione di ogni istruttoria di credito (fidi, finanziamenti, leasing, ecc.) la banca ha la necessità di avere informazioni contabili recenti, per questo motivo richiede alle aziende un bilancio di verifica.

Dal punto di vista pratico è il prospetto stampato da software di contabilità. Contiene tutti i dati inseriti attraverso le registrazioni di fatture, cedolini paghe e tutte le altre operazioni aziendali registrate nel periodo.

In pochi casi il bilancio di verifica contiene voci come: 

  • ammortamenti;
  • TFR e tredicesime nei costi del personale;
  • imposte e tasse.

Si tratta di valori contabili che si palesano a fine anno anche se andrebbero ripartiti nel corso dell’anno. Ne ho parlato in questo articolo sul fast closing.

Bilancio di chiusura

Il bilancio di chiusura viene redatto al termine dell’anno e il suo scopo principale è determinare:

Tale documento è la base su cui le società di capitali redigono il bilancio civilistico, secondo quanto previsto dall’art 2423 del codice civile:

“Gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal rendiconto finanziario e dalla nota integrativa. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio.”

Si tratta dunque di un documento importante, la cui redazione deve seguire procedure e fasi molto precise. Ovvero:

  1. chiusura dei mastrini e controllo saldi dei vari conti;
  2. rilevazione delle rimanenze finali di magazzino;
  3. contabilizzazione delle scritture di assestamento, nel rispetto del principio di competenza economica;
  4. chiusura di costi e ricavi, completi di eventuali rettifiche ed integrazioni.

Una volta fatto ciò, sarà possibile rilevare le imposte di esercizio e il risultato netto di gestione, andando poi a chiudere i conti patrimoniali.

Bilancio analitico

Il bilancio analitico è un termine che nasce dal linguaggio comune, non ha nessun richiamo di tipo fiscale o giuridico. Si utilizza questo termine per esprimere la differenza rispetto al bilancio civilistico il quale, essendo destinato alla pubblicazione, contiene informazioni sintetiche.

Caratteristiche del bilancio analitico

Quando le banche richiedono il bilancio analitico, desiderano ricevere il prospetto che viene stampato dal programma di contabilità. Come tale contiene maggiori dettagli delle registrazioni riferite ai fatti aziendali.

Vale la pena ricordare che ognuno all’interno della propria azienda può associare al termine analitico un suo significato.

Ad esempio si potrebbe intendere come bilancio analitico un prospetto che offre il dettaglio singoli crediti verso clienti oppure in relazione a diverse voci per le quali si eseguono registrazioni di dettaglio.

Bilancio previsionale

Il bilancio previsionale è la definizione in italiano del budget. Si tratta di un prospetto redatto con l’obiettivo di stimare il bilancio del prossimo esercizio. 

Per essere affidabile, il bilancio previsionale deve essere costruito tramite processi di analisi che coinvolgono tutte le aree aziendali. Si deve basare su informazioni oggettive, provenienti dai bilanci precedenti.

Sono sinonimi di bilancio previsionale:

  • bilancio preventivo;
  • bilancio di previsione;
  • budget.

Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio questi articoli sul forecast e sul budget.

Bilancio consuntivo

Di solito si parla di bilancio consuntivo quando esiste un bilancio preventivo (budget). Il confronto tra il budget e il bilancio consuntivo è un’attività che prende il nome di “analisi degli scostamenti” e ha lo scopo di misurare la distanza tra quanto stimato e ciò che è realmente accaduto. 

Il bilancio consuntivo contiene dati oggettivi, ovvero che si sono manifestati concretamente. La maggior parte delle forme di bilancio aziendale contiene dati oggettivi rilevati attraverso le registrazioni contabili. Si parla di di bilancio consuntivo soprattutto quando è stato predisposto un bilancio preventivo.

Bilancio riclassificato

Il bilancio riclassificato è un prospetto in cui vengono rielaborati e riordinati i dati presenti nel bilancio aziendale.   

Il bilancio riclassificato ha una funzione di natura gestionale. In esso emergono risultati e informazioni importanti per i processi decisionali all’interno dell’azienda. Non è utilizzabile per scopi di natura fiscale o giuridica. 

Se ti interessa approfondire la forma e lo scopo per cui è predisposto ti consiglio di leggere questo articolo sul conto economico riclassificato. 

Volendo farsi del male, ci sono altri termini utilizzati per definire un bilancio aziendale, in questo articolo ho voluto condividere quelli più comuni.

La faccenda è complicata?

Ormai siamo abituati a cercare su internet un po’ di tutto. Spesso troviamo la risposta ai nostri dubbi, altre volte la questione è più complessa.

Nel caso dei numeri aziendali, bisogna avere anche gli strumenti giusti e un po’ di esperienza per evitare errori da principiante. Se ti serve una soluzione rapida e sicura, clicca qui sotto.

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Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in finanza e controllo di gestione.

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