METODO MISTO: COME SI UTILIZZA PER VALUTARE UN’AZIENDA?

Tempo di lettura: 5 minuti

 Autore: Gabriele Gerzeli Magni

Il metodo misto (patrimoniale – reddituale) è in grado di indicare il valore dell’azienda in funzione della dimensione patrimoniale opportunamente corretta in considerazione della remunerazione che il patrimonio stesso riceve per effetto dello svolgimento della gestione aziendale.

Metodo misto

Cos’è il metodo misto (UEC)?

I metodi misti (detti anche UEC) combinano i modelli patrimoniali con i modelli reddituali e, di conseguenza, raggiungono un buon equilibrio tra la razionalità, verificabilità e soggettività.

valore economico

Come esposto dalla formula, il valore economico aziendale è dato dalla somma del valore del patrimonio netto e l’ammontare di avviamento (stimato separatamente). Quest’ultimo è inteso come l’insieme dei redditi attualizzati, ovvero quelli che l’azienda potrebbe conseguire in futuro rispetto alla media espressa dalle aziende operanti nello stesso settore.

Di conseguenza è un approccio che considera:

  • dimensione (metodo) patrimoniale: si applica quando i beni che compongono il patrimonio aziendale sono prevalentemente di natura patrimoniale e facilmente valutabili dato che sono caratterizzati da un proprio valore, rilevante ed autonomo;
  • dimensione (metodo) reddituale prospettica: suppone che il valore di un’azienda sia determinato dai redditi che essa può generare in base alle previsioni future e risulta particolarmente adatto per le aziende con un grado di maturità e stabilità consolidato.

Il metodo misto, nonostante sia prevalentemente di matrice italiana ed europea, non rientra negli standard previsti a livello internazionale (neppure tra i metodi proposti dall’organismo italiano di valutazione), ma rappresenta un buon strumento di sintesi, soprattutto nel caso di imprese medio-piccole, per le quali è utile considerare il contributo sia della dimensione patrimoniale che dei risultati attesi.

Come si applica il metodo misto (UEC)?

La formula necessaria per l’applicazione del metodo misto è la seguente:

Dove:

  • K : valore del patrimonio netto (NAV) derivante dal metodo patrimoniale. Può essere sostituito con K’ se si vuole considerare il metodo patrimoniale completo (full nav) comprensivo di immobilizzazioni immateriali;
  • R : utili attesi previsti per un tempo determinato (n);
  • i’ : costo del capitale proprio; rappresenta il tasso di rendimento minimo che l’azienda deve offrire ai propri azionisti per la liquidità da questi ricevuti;
  • (K * i’) : rendimento adeguato atteso considerando le normali condizioni economiche;
  • (R – K * i’) : utili anomali; catturano la capacità dell’impresa di generare reddito a un livello più alto (o più basso) rispetto al costo del capitale (ossia, il livello considerato normale nel settore e adeguato a compensare il rischio d’impresa);
  • n: durata delle retribuzioni anomale prevista;
  • (1 + i’‘) ^-t : fattore di sconto degli utili anomali per n anni;
  • i”: tasso di sconto degli utili anomali.

Nel caso in cui si verificano degli utili “anomali” (R – K*i’ > 0) allora l’azienda sta creando valore (goodwill).

Dunque, l’avviamento dipende dal confronto tra il reddito medio-normale e il rendimento soddisfacente: tale differenziale è attualizzata a un dato tasso (i’) per un determinato periodo (n).

Il presupposto di base è che il valore minimo di un’azienda, così come è allo stato attuale, è rappresentato dal patrimonio netto rettificato. Il sovra reddito rappresenta la capacità dell’azienda di conseguire una remunerazione superiore a quella ottenuta mediamente da imprese similari con un certo ammontare di patrimonio netto.

All’interno della formula la definizione di n è essenziale. Bisogna presupporre una durata limitata degli utili in eccesso/deficit (anormale), coerentemente con l’idea che le condizioni che consentono la generazione di reddito da parte dell’impresa al di sopra (sotto) della media non possono durare indefinitamente ma sono destinate a svanire o ad attenuarsi nel giro di pochi anni.

I principi di valutazione di riferimento

PIV III.1.34: l’esperto deve indagare le ragioni della presenza nel caso osservato di differenziali (positivi o negativi) dell’utile netto (o del risultato operativo) rispetto alla redditività media del settore e la loro sostenibilità nel tempo (utili anomali).

PIV III.1.33: Il periodo di tempo considerato (n) nel metodo UEC è generalmente compreso tra 5 e 10 anni, a seconda della forza e della durata prevista del vantaggio competitivo (o svantaggio) di cui l’impresa gode sul mercato. Il parametro in questione deve essere determinato:

  • osservando i profili quantitativi e qualitativi della redditività dell’azienda in esame;
  • tenendo conto del fatto che le condizioni generatrici del sovra reddito (utili anormali) sono destinate a estinguersi nel corso del tempo a motivo della pressione competitiva e della necessità di effettuare nuovi investimenti per sviluppare e sostenere le competenze di cui l’impresa dispone.

PIV III.1.33: Il modo corretto di calibrare la i” (differenziandola dalla i’) è stato per lungo tempo oggetto di dibattito tra accademici e professionisti. Al giorno d’oggi, è generalmente accettato che i” abbia la stessa natura del costo del capitale proprio (i’). Pertanto, i” dovrebbe essere vicino a i’.

Sembra preferibile, tuttavia, fissare i” a un livello leggermente inferiore a i’ in caso di guadagni insufficienti (per evitare l’effetto contrario logico che un aumento del tasso di sconto aumenterebbe il valore) e fissarlo a un livello leggermente più alto in caso di guadagni in eccesso (per scontare il rischio aggiuntivo connesso a una posizione di vantaggio competitivo nel settore):

  • i’’ > i’: in caso di utili in eccesso;
  • I’’ < i’: in caso di utili in difetto.

Conclusioni e caso pratico

Questo metodo fonde approcci basati sul patrimonio (NAV) con approcci basati sul reddito, offrendo un equilibrio tra ottima razionalità e soggettività (derivante dal modello basato sul reddito) e un maggiore grado di verificabilità (proveniente dal NAV).

In sintesi, il valore economico viene calcolato sommando il goodwill/badwill (avviamento positivo o negativo) al NAV (Net Asset Value).

Infine, per facilitare ulteriormente la comprensione e l’applicazione di questa metodologia, abbiamo preparato un file Excel che illustra un caso pratico di valutazione aziendale.

File Excel come strumento utile

Puoi esaminare e scaricare il file Excel fornito per comprendere meglio i passaggi coinvolti e utilizzarlo come guida durante le tue valutazioni aziendali.

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Foto autore Gabriele Gerzeli

Gabriele Gerzeli Magni

Laureato in economia aziendale e studente magistrale in amministrazione, controllo e professione. Tramite articoli di valore guido le persone verso una migliore comprensione delle sfide e delle opportunità nel mondo economico-aziendalistico aiutandole a prendere decisioni informate.

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