GESTIONE CARATTERISTICA: COS’È E COSA COMPRENDE

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In economia aziendale si definisce gestione caratteristica l’insieme delle componenti positive e negative di reddito collegate all’attività economica tipica svolta dall’impresa. Per fare un esempio, la gestione caratteristica di una pasticceria e costituita dai costi e ricavi attinenti alla produzione di dolci.

Il concetto si può osservare anche in modo inverso, identificando le attività che non sono comprese nella gestione caratteristica.

Schema che rappresenta la gestione caratteristica ottenuta dalla riclassificazione del bilancio contabile

La gestione tipica

Gestione tipica è una terminologia utilizzata come sinonimo di gestione caratteristica. In quest’area sono calcolati ricavi e costi derivanti dallo svolgimento in via continuativa dell’attività produttiva principale dell’azienda.

Si differenzia dall’area della gestione operativa solamente per le componenti di reddito che appartengono alla gestione accessoria, peraltro, quest’ultima è una presenza rara nei bilanci delle PMI.

Le aree della gestione non caratteristica

Come accennato, l’identificazione della gestione caratteristiche, è più semplice se si procede in modo inverso, ovvero definendo prima le gestioni dell’area non caratteristica (accessoria, finanziaria, straordinaria e fiscale), e per esclusione, definendo poi la gestione caratteristica.

Gestione accessoria

La gestione accessoria (o patrimoniale) comprende i proventi e gli oneri relativi alle operazioni di natura operativa, ma che non rientrano nella gestione caratteristica.

Ad esempio: una società di produzione di scarpe che concede in locazione a terzi un immobile di sua proprietà, oppure un bar gestito all’interno di una casa di cura privata, oppure ancora la concessione di uno spazio per il parcheggio di camper o autocarri da parte di imprese che dispone di aree temporaneamente inutilizzate.

In altre parole, alla gestione accessoria appartengono tutti quei costi e ricavi che hanno carattere operativo ma che non sono attinenti all’attività primaria svolta dall’impresa.

Gestione finanziaria

La gestione finanziaria è l’insieme delle costi (oneri) conseguenti ai finanziamenti richiesti, e dei ricavi (proventi) per interessi relativi a risorse finanziarie di cui l’azienda dispone.

Separare l’area operativa da quella finanziaria permette di valutare l’efficienza dei principali processi gestionali dell’impresa. In questo senso è possibile fare confronti tra più aziende a prescindere dalla loro struttura finanziaria. Ad esempio, un’azienda potrebbe avere un risultato d’esercizio più basso di una sua concorrente, pur avendo una efficienza operativa migliore, a causa dei costi finanziari derivanti da debiti verso terzi.

Gestione straordinaria

La gestione straordinaria contiene i proventi e gli oneri collegati ad eventi particolari e rilevanti di carattere eccezionale. Le componenti straordinarie del reddito possono essere presenti sia nella gestione caratteristica sia in quella accessoria, in questi casi è bene isolarli in modo da non alterare i risultati della gestione operativa.

Fino al 2015, alla gestione straordinaria era dedicata un’apposita sezione del bilancio civilistico. In seguito, si è deciso di non adottare più questa distinzione, perciò la gestione straordinaria è identificabile solamente nelle analisi svolte internamente all’impresa.

Proprio la completezza dei dati disponibili agli analisti dell’impresa rende le analisi più complete e veritiere. Alcuni esempi di oneri e proventi straordinari sono: un risarcimento per danni, una multa di importo rilevante, una plusvalenza ricavata dalla vendita di un immobile. Separare queste tipologie di costi serve a formulare valutazioni più affidabili sulla capacità aziendale di generare reddito.

Gestione fiscale

La gestione fiscale riguarda gli obblighi tributari a cui è soggetta l’impresa. La determinazione e il pagamento avvengono secondo le norme di legge e variano a seconda della dimensione dell’azienda, del fatturato, della forma giuridica, etc. La scelta di questi elementi ha delle implicazioni fiscali e quindi un effetto sul risultato economico finale.

Reddito operativo della gestione caratteristica (ROGC)

Il risultato della gestione caratteristica è il ROGC, che è dato dalla differenza tra i ricavi e i costi operativi al netto degli ammortamenti e accantonamenti e misura l’effettiva capacità dell’azienda di generare reddito.

Vale la pena ricordare che la maggior parte delle analisi di bilancio fa rifermento al bilancio civilistico, il quale non specifica le voci di gestione straordinaria e gestione accessoria. In questi casi il ROGC coincide al reddito operativo (ebit), ovvero rappresentano la stessa grandezza.

Schema che rappresenta la gestione caratteristica ottenuta dalla riclassificazione del bilancio civilistico

Distinzione tra gestione caratteristica e gestione operativa

Spesso questi due concetti si confondono perché nelle PMI raramente si hanno gestioni accessorie. In ogni caso, per tutte le analisi fatte da soggetti esterni all’azienda che dispongono solo di dati del bilancio civilistico, le due gestioni coincidono sempre.

Quindi, possiamo dire che la differenza sostanziale tra gestione caratteristica e gestione operativa sta nella presenza o meno della gestione accessoria che, quando esiste, è rilevabile solo dall’analista interno all’azienda.

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Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in finanza e controllo di gestione.

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