EQUILIBRIO PATRIMONIALE: COSA È E COME SI MISURA

Tempo di lettura: 4 minuti

Autore: Luigi Brusa

L’equilibrio patrimoniale riguarda la struttura finanziaria dell’impresa, cioè la composizione dei mezzi finanziari acquisiti a titolo di capitale proprio (patrimonio dei soci) o di capitale di debito (capitale di terzi).

Per tale ragione, l’equilibrio in oggetto viene spesso definito come solidità patrimoniale, cioè come adeguatezza del patrimonio apportato dai proprietari.

Perchè è importante

L’equilibrio patrimoniale è la capacità dell’azienda di fronteggiare nel lungo periodo gli sbilanci tra le uscite e le entrate monetarie, che normalmente si manifestano nello svolgimento della gestione, senza indebitarsi troppo, cioè ricorrendo in misura adeguata ai mezzi finanziari apportati dai proprietari o capitale proprio.

Ha una grande importanza perché più la struttura finanziaria poggia sul capitale proprio, rispetto al capitale di debito, meno l’azienda dipende da obblighi contrattuali, aspettative, umori e percezioni di soggetti terzi.

Detto con altre parole, a fronte di un basso livello di patrimonializzazione, i creditori nutrirebbero seri timori in merito al cuscinetto di garanzia che il capitale proprio rappresenta nei loro confronti in caso di perdite d’esercizio ingenti. Queste eroderebbero ben presto il capitale proprio e finirebbero per scaricarsi su di loro.

La solidità patrimoniale così intesa è interpretabile come sintomo di solvibilità dell’azienda nel medio-lungo periodo: più alta è la quota dei debiti da pagare, sul totale delle fonti di finanziamento, più elevato è il rischio che il debitore non sia in grado di fronteggiare prima o poi le proprie obbligazioni.

Tale rischio può non manifestarsi nel breve periodo, specie quando l’azienda gode di una situazione economica favorevole e di margini di guadagno rilevanti.

Presto o tardi, però, tale situazione potrebbe deteriorarsi o capovolgersi, e la spada di Damocle di elevato indebitamento calerebbe sull’azienda poco capitalizzata, con serie conseguenze sulla sua solvibilità e, nei casi limite, sulla sua stessa esistenza.

Che cosa determina l’equilibrio patrimoniale

All’origine dell’equilibrio patrimoniale c’è: da un lato la disponibilità dei proprietari a conferire mezzi propri nell’azienda, dall’altro la capacità di quest’ultima di operare in condizioni di equilibrio economico, che è la premessa perché vengano reinvestiti gli utili.

Gli apporti dei proprietari e gli utili reinvestiti in azienda sono normalmente insufficienti a coprire le esigenze di finanziamento della gestione, specie in ipotesi di sviluppo dell’impresa, e vengono pertanto integrati dal capitale di debito, apportato da terzi finanziatori.

Si viene quindi a manifestare un delicato gioco di equilibri, che impone di tenere sotto controllo l’indebitamento.

Indici di bilancio per valutare l’equilibrio patrimoniale

Una fonte di dati indispensabile per quantificare e valutare l’equilibrio patrimoniale è il bilancio d’esercizio, ed in particolare lo stato patrimoniale. Da questo, nella sezione del passivo, si ricava l’entità del capitale proprio (o capitale netto) e dei debiti, il cui totale esprime l’ammontare dei mezzi finanziari complessivi di cui dispone l’azienda in un determinato istante.

Il principale indice di equilibrio o solidità patrimoniale è l’indice di indipendenza finanziaria, dato da:

Formula per il calcolo dell'indice di indipendenza finanziaria

che segnala il peso percentuale del capitale portato dai proprietari sul totale dei mezzi di finanziamento ed esprime così il grado di autonomia dell’azienda rispetto ai terzi finanziatori.

Spesso si usano altri indici, come il cosiddetto leverage (o indice di leva finanziaria)

Formula per calcolare il leverage

ma dal punto di vista concettuale, pur cambiando il numero finale, non cambia nulla nelle conclusioni.

Differenza tra equilibrio economico, finanziario e patrimoniale

L’equilibrio patrimoniale riguarda la struttura delle fonti di finanziamento (capitale proprio e capitale di debito) ed è quindi un particolare aspetto del profilo finanziario della gestione (definito patrimoniale perché focalizzato sul patrimonio portato dai proprietari).

Immagine che spiega le differenze tra gli equilibri economico, patrimoniale e finanziario

Il fatto che l’azienda sia dotata di equilibrio patrimoniale, cioè sufficientemente patrimonializzata o non troppo indebitata, non significa che sia dotata anche di equilibrio finanziario, perché questo, in senso stretto, viene inteso come situazione di liquidità o di solvibilità di breve periodo.

L’equilibrio patrimoniale riguarda invece la solvibilità di medio-lungo periodo, che potrebbe essere compromessa dall’eccessivo peso dell’indebitamento. Quindi un’impresa può essere pro tempore dotata di liquidità, ma molto indebitata, e viceversa.

D’altro canto, l’equilibrio economico riflette un altro tipo di attitudine, cioè la capacità di rimunerare congruamente, con i ricavi, tutti i fattori produttivi (e i relativi costi), producendo risultati economici idonei ad appagare le attese dei proprietari.

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Autore Luigi Brusa

Luigi Brusa

Autore di numerosi testi sui sistemi di controllo e professore emerito presso Università degli Studi di Torino.

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