LA ROTAZIONE DELL’ATTIVO CIRCOLANTE

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Autore: Luigi Brusa

L’indice rientra nel novero degli indicatori di rotazione del capitale investito, in questo caso focalizzando l’attenzione sul capitale circolante, con la particolarità di considerare come veicolo di rotazione o rinnovo il valore della produzione, anziché i ricavi di vendita (come si fa abitualmente nelle analisi di bilancio).

Come si calcola

La formula di calcolo è la seguente:

Formula per calcolare la rotazione dell'attivo circolante

Il numeratore è dato dal cosiddetto valore della produzione, che è accolto nel conto economico ed è dato dai ricavi di vendita +/- la differenza tra il valore delle rimanenze di magazzino finali e quelle iniziali + gli incrementi di immobilizzazioni per lavori interni + altri ricavi.

Al denominatore compare il capitale circolante lordo, che si trova nell’attivo dello stato patrimoniale.

Come si interpreta

In questa formulazione, il capitale investito (in circolante) si suppone ruoti, cioè si rinnovi attraverso il processo di produzione, mentre comunemente la rotazione viene osservata attraverso il processo di vendita (e quindi con i ricavi di vendita al numeratore).

Tabella che spiega l'effetto che ha per l'impresa il valore dell'indice

Con il presente indice, al rapporto si può approssimativamente attribuire il significato di velocità di rinnovo degli investimenti in capitale circolante, ed è espresso in numero di volte in un anno. Tale rinnovo consente di trasformare il capitale investito in liquidità.

Si tratta quindi di un sintomo di liquidità, cioè di attitudine più o meno elevata a trasformare velocemente il capitale circolante lordo (magazzino, crediti commerciali e d’altra natura, ecc.) in mezzi liquidi.

Tuttavia occorre tenere presente che l’intera produzione aziendale potrebbe giacere in magazzino invenduta e quindi non contribuire alla liquidità.

Questo indice è interpretabile anche come sintomo di efficienza del capitale circolante. In altre parole, quanto capitale tengo investito in circolante a supporto di un determinato volume di produzione.

Al riguardo, l’efficienza, in senso economico-aziendale, è l’attitudine a ottimizzare la relazione tra quantità di risorse impiegate (input) e i risultati produttivi/commerciali ottenuti (output).

Quindi, se ad esempio riesco a tenere investite meno risorse finanziarie in circolante, a parità di valore della produzione rispetto all’anno precedente, vuol dire che gestisco tale forma di capitale investito in modo più efficiente.

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Autore Luigi Brusa

Luigi Brusa

Autore di numerosi testi sui sistemi di controllo e professore emerito presso Università degli Studi di Torino.

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