INDICE DI LIQUIDITÀ SECONDARIA: COME SI CALCOLA E SI INTERPRETA
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È il grado di liquidità che, alla data di bilancio, è deducibile dal confronto tra le attività a breve e i debiti a breve termine. Esiste anche un indice di liquidità primaria, che al numeratore non considera il magazzino.
Indice dei contenuti:
Come si calcola
La formula di calcolo dell’indice di liquidità secondaria è la seguente:
Sinonimi
Quando si parla di indici di bilancio, accade spesso di incontrare denominazioni diverse che definiscono la medesima grandezza. Lo stesso vale per i valori che compongono il numeratore e il denominatore.
SINONIMI NUMERATORE / DENOMINATORE
- Rimanenze di magazzino = disponibilità = disponibilità non liquide
- Crediti a breve termine = liquidità differite
- Liquidità = liquidità immediate = disponibilità liquide
- Debiti a breve termine = passività correnti = passività a breve termine = passivo corrente = capitale corrente = passivo circolante
Come si interpreta
L’indice di liquidità secondaria va inteso come una misura parziale del rapporto tra entrate di cassa future, relative ad un arco di tempo breve, più la liquidità già esistente alla data di bilancio e le uscite di cassa previste per il medesimo periodo.
È una misura parziale, perché non contempla tutte le entrate e le uscite prevedibili nel breve periodo, ma solo quelle relative ad operazioni in corso alla data del bilancio:
- l’incasso dei crediti commerciali e d’altro tipo;
- l’incasso della vendita dei prodotti in magazzino;
- il pagamento dei debiti commerciali e d’altra natura.
Sono quindi esclusi tutti gli incassi e i pagamenti futuri che non trovano riscontro in crediti e debiti alla data del bilancio. In un certo senso sostituisce, molto parzialmente, un preventivo di cassa.
L’indice di liquidità ha un parametro logico di riferimento che, in prima battuta, corrisponde a 1 (per almeno pareggiare le uscite con le entrate più le scorte liquide).
Con un ragionamento più articolato, il parametro dovrebbe essere significativamente superiore a 1 (di solito si dice pari a 2), perché al numeratore dell’indice compaiono anche le scorte di magazzino, che hanno un grado di liquidabilità minore rispetto alle liquidità differite (tipicamente i crediti v/clienti) e, ovviamente, alle liquidità immediate.
Nel mondo reale queste cose servono?
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Luigi Brusa
Autore di numerosi testi sui sistemi di controllo e professore emerito presso Università degli Studi di Torino.