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COLLEGIO SINDACALE: COS’È, QUANDO È OBBLIGATORIO E CHI LO COMPONE

Il collegio sindacale è l’organo di controllo delle società: controlla la gestione e l’amministrazione delle società, nonché il rispetto delle norme di legge in fatto di bilancio e atto costitutivo. È previsto dal nostro codice civile ed è obbligatorio nelle società di grandi dimensioni, così come nelle cooperative e negli enti pubblici.

In inglese prende il nome di audit committee.

1. Collegio sindacale: chi lo compone?

Il collegio sindacale è composto da un minimo di tre a cinque membri, chiamati “sindaci”. Essi devono essere obbligatoriamente scelti tra gli iscritti al registro dei revisori contabili e non possono avere rapporti di parentela degli amministratori della società né essere lavoratori presso la stessa azienda. 

I nomi dei membri sono iscritti nello statuto della società. Questi, sono nominati dall’assemblea ,restano in carica per tre anni e possono essere rinnovati per massimo tre mandati.

Con la legge 19 ottobre 2017, n° 155 che è entrata in vigore il 16 marzo 2019, anche le aziende meno dimensionate dovranno avere il Collegio Sindacale, in questo caso monocratico ovvero composto da un singolo membro. 

2. Collegio sindacale: Quali sono i suoi compiti?

L’articolo 2403 del codice civile ci aiuta a capire quali sono i suoi compiti: “Il collegio sindacale vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società sul suo concreto funzionamento.”

Inoltre, il Collegio si deve riunire almeno una volta ogni 90 giorni e al termine delle riunioni deve essere redatto un un verbale contenente le deliberazioni dei sindaci.

Infine i poteri di questo organo comprendono:

  • eseguire atti di ispezione e controllo
  • richiesta di notizie e informazioni agli amministratori della società
  • convocare l’assemblea dei soci in caso di mancata collaborazione degli amministratori o fatti molto gravi compiuti da questi, potendo anche denunciare gli stessi amministratori di fronte al Tribunale per gravi inadempienze

3. Quale società deve dotarsene? Le differenze 

Secondo il nostro codice civile il collegio sindacale deve essere tassativamente previsto nelle società di capitali quali:

  1. S.p.a. : società per azioni
  2. S.a.p.a.: società in accomandita per azioni
  3. S.r.l.: società a responsabilità limitata, che non possono redigere il bilancio in forma abbreviata, in quelle dove c’è l’obbligo del bilancio consolidato e in quelle in cui vige l’obbligo di revisione legale dei conti (nonché se superano i limiti previsti dall’art 2477 cc terzo comma).
  4. S.r.l.: società a responsabilità limitata, che per due esercizi consecutivi, avranno superato almeno 1 dei seguenti parametri: ricavi per 2 milioni di euro, attivo per 2 milioni di euro e 10 dipendenti. In questi caso il Collegio Sindacale deve essere Monocratico.

In tutti gli altri tipi di società (ad esempio, nelle società di persone) questo organo è facoltativo e può essere previsto nello statuto. Nelle società di capitali di piccole dimensioni è possibile che il collegio sindacale venga incaricato, su deliberazione del consiglio di amministrazione, di svolgere anche un controllo contabile, ovvero di revisione dei conti. 

Occorre però non far confusione tra collegio sindacale e revisore contabile. Se presenti entrambi, tipicamente nelle grosse società, il primo svolge compiti di controllo sull’amministrazione della società; mentre il revisore svolge compiti di controllo sulla contabilità. 

Questo articolo è stato scritto da Igor Zardoni

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