COSTI DI IMPIANTO E DI AMPLIAMENTO: SPIEGAZIONE E DEFINIZIONE OIC

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I costi di impianto e di ampliamento sono una voce compresa nelle immobilizzazioni immateriali dello stato patrimoniale.

Secondo i principi contabili OIC, sono definiti come costi che si sostengono in modo non ricorrente in alcuni caratteristici momenti del ciclo di vita della società, quali la fase pre-operativa (cosiddetti costi di start-up) o quella di accrescimento della capacità operativa.

La voce costi di impianto e di ampliamento nelle immobilizzazioni immateriali

In altre parole, riguardano fasi particolari e straordinarie dell’attività d’impresa, come appunto la fase di avviamento e costituzione, e i momenti di trasformazione e importante accrescimento produttivo.

La capitalizzazione di tale tipologia di costi è possibile solo se si dimostra la congruenza ed il rapporto causa-effetto tra i costi in questione ed il beneficio (futura utilità) che dagli stessi la società si attende. Il loro ammortamento può essere effettuato per un periodo non superiore ai 5 anni.

Collocazione nel bilancio civilistico

I costi di impianto e ampliamento sono collocati nell’attivo di stato patrimoniale del bilancio civilistico, in particolare sotto la voce immobilizzazioni immateriali, sezione B.I 1) come indicato dall’art. 2424 che recita:

Lo stato patrimoniale deve essere redatto in conformità al seguente schema. Attivo:

Collocazione nel bilancio civilistico

I costi di impianto e ampliamento sono collocati nell’attivo di stato patrimoniale del bilancio civilistico, in particolare sotto la voce immobilizzazioni immateriali, sezione B.I 1) come indicato dall’art. 2424 che recita:

Lo stato patrimoniale deve essere redatto in conformità al seguente schema. Attivo:

Costi di ampliamento nel bilancio civilistico

OIC 24

La fondazione OIC ha lo scopo di interpretare e offrire linee guida esplicative riguardo le normative contabili.

I costi di impianto e di ampliamento sono definiti all’interno della pubblicazione OIC 24, dedicata alle immobilizzazioni immateriali. I corsivi presenti all’interno di questo articolo sono citazioni riportate da tale pubblicazione.

Costi di impianto

I costi di impianto possono comprendere tutti quei costi che si sostengono in fase di avvio e costituzione di una nuova impresa. Tra essi si possono dunque inserire:

  • atto costitutivo e relative tasse;
  • consulenze e ottenimento licenze a scopo costitutivo;
  • permessi e autorizzazioni per l’avvio dell’impresa.

Al loro interno si considerano poi i cosiddetti costi di start-up, ovvero quelli sostenuti da una società di nuova costituzione per progettare e rendere operativa la struttura aziendale iniziale, o i costi sostenuti da una società preesistente prima dell’inizio di una nuova attività, quali ad esempio un nuovo ramo d’azienda.

Nella maggior parte dei casi, è necessario che siano stati sostenuti nel periodo direttamente antecedente all’avvio della società e che riguardino l’opera di costituzione. I costi generali e amministrativi e quelli derivanti da inefficienze sostenute durante il periodo di start-up non possono essere capitalizzati.

Anche i costi di addestramento e formazione del personale possono essere capitalizzati in questa categoria, a patto che siano sostenuti esclusivamente in relazione ad una attività di avviamento di una nuova società o di una nuova attività.

Costi di ampliamento

I costi di ampliamento riguardano gli oneri sostenuti da un’impresa in fase di espansione e accrescimento della propria capacità operativa.

Per essere capitalizzabili in stato patrimoniale come immobilizzazioni immateriali, tali costi devono riguardare:

  • attività precedentemente non perseguite;
  • ampliamento anche di tipo quantitativo ma di misura tale da apparire straordinario;
  • costi di addestramento del personale se sostenuti in relazione ad un processo di riconversione o ristrutturazione industriale.

In altre parole, non è sufficiente che l’azienda stia cercando di ingrandirsi per poter capitalizzare i costi di tale operazione. Per poterlo fare, il processo di espansione deve comportare una vera e propria trasformazione dell’azienda, oppure un accrescimento tale da non poter essere considerato un normale processo di sviluppo aziendale.

Tali costi possono essere ammortizzati per un periodo non superiore ai 5 anni.

Ammortamento dei costi di impianto e di ampliamento

La quota di ammortamento imputata a ciascun esercizio si riferisce alla ripartizione del costo sostenuto sull’intera durata di utilizzazione. Oltre all’utilizzo di piani di ammortamenti a quote costanti, è ammesso anche l’utilizzo di piani a quote decrescenti, oppure parametrati ad altre variabili quantitative. Non è invece ammesso l’utilizzo di metodi di ammortamento a quote crescenti, in quanto tale metodo tende a porsi in contrasto con il principio della prudenza.

I costi di impianto e di ampliamento devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore ai cinque anni. Fino a che l’ammortamento dei costi di impianto e di ampliamento non è completato, possono essere distribuiti dividendi solo se, a bilancio, ci sono riserve disponibili sufficienti a coprire l’ammontare dei costi non ammortizzati.

In generale l’ammortamento delle immobilizzazioni immateriali è regolato dall’articolo 103 del TUIR.

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Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in finanza e controllo di gestione.

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