REVISIONE CONTABILE: COS’È E COME SI SVOLGE

Tempo di lettura: 6 minuti

 Autore: Gabriele Gerzeli Magni

La revisione è un’attività di osservazione effettuata a posteriori con lo scopo di accertamento e verifica delle informazioni analizzate.”

che cos'è la revisione contabile

Il concetto di revisione si ricollega al più grande concetto di controllo aziendale.

È un meccanismo di verifica che tramite parametri-obiettivo assicura e rafforza le relazioni con tuti gli stakeholder; non è svolta per individuare delle frodi o per valutare lo stato di salute dell’azienda.

Ha lo scopo di migliorare la qualità delle informazioni, non deve assolutamente essere vista come un ostacolo, ma come un’opportunità.

L’attività di revisione esamina a seconda del caso specifico:

  • le azioni (o inazioni);
  • le decisioni;
  • i risultati;
  • i rendiconti;
  • tutte le altre informazioni aziendali utili.

L’oggetto di verifica (evidenza) può essere differente, ma il processo si svolge secondo un’impostazione comune.

L’obiettivo finale è quello di esprimere un parere professionale sul risultato di tale indagine:

  • giudizio positivo: le informazioni esaminate risultano attendibili;
  • giudizio con rilievi: sono presenti alcune incongruenze, ma non compromettono l’attendibilità delle informazioni esaminate;
  • giudizio avverso: le informazioni esaminate risultano inattendibili a causa di incongruenze;
  • impossibilità di giudizio: il revisore non può raccogliere sufficienti prove per formulare il giudizio.
il processo della revisione contabile

Sulla base di tutto questo, la revisione si manifesta tramite un processo di continua evoluzione, che reagisce a tutti i cambiamenti dell’organizzazione aziendale.

Che cos’è la revisione contabile

Quando si parla di revisione nell’ambito economico-aziendalistico si fa spesso riferimento alla revisione contabile, ovvero: “un complesso ordinato di verifiche strutturate secondo un processo logico ben definito avente come obiettivo l’espressione di un giudizio in merito all’attendibilità di determinati insiemi di rilevazioni d’azienda”.

La più comune revisione contabile è connessa al bilancio di esercizio, ma in realtà fa riferimento a tutte le verifiche sull’attendibilità delle rilevazioni aziendali in generale, come ad esempio:

  • giudizio in merito all’adeguatezza di un budget;
  • attestazione di coerenza di un piano di risanamento;
  • opinione in merito alla ragionevolezza di un progetto finanziario;
  • attestazione sulla veridicità di ogni altra dichiarazione aziendale.

La revisione contabile del bilancio d’esercizio ha come obiettivo quello di verificare che quanto rappresentato dalle tavole sia sostanzialmente aderente alla concreta realtà aziendale.

Tutto questo comporta:

  • l’apprendimento dell’ecosistema economico generale in cui l’azienda opera;
  • la conoscenza approfondita della realtà aziendale.

L’espressione del giudizio in merito all’attendibilità delle rilevazioni aziendali rappresenta l’output finale dell’attività di revisione contabile.

Revisione esterna vs revisione interna

Revisione esterna

È svolta dalle società di revisione, esterne rispetto all’organizzazione aziendale, che forniscono una pluralità di servizi di consulenza e di revisione a favore delle imprese.

Fra questi, uno dei più noti è la revisione contabile, ovvero: “il procedimento sistematico per verificare l’attendibilità e la conformità delle dichiarazioni degli amministratori (assertions), in base a specifici criteri prestabiliti, con l’obbiettivo di esprimere un giudizio finale indipendente”.

Revisione interna

È svolta dalla figura professionale e indipendente dell’internal auditor, la quale è sempre più presente negli organigrammi delle aziende di medio-grandi dimensioni.

Può essere assunto sia come dipendente o collaboratore interno della società, sia tramite una società di revisione esterna.

Le sue attività possono spaziare in vari settori specifici:

  • financial auditing: revisione contabile propriamente detta; comprende le verifiche in merito all’attendibilità delle informazioni aziendali;
  • operational auditing: assicura la compatibilità tra i risultati raggiunti e gli obiettivi prefissati. Misura l’efficienza e l’efficacia delle:
  • compliance auditing: verifica che la società stia operando nel rispetto di tutte le normative vigenti nell’ordinamento per prevenire eventuali sanzioni;
  • management auditing: verifica che l’alta direzione stia adottando una politica direzionale corretta;
  • fraud audit: identifica e quantifica le frodi subite dall’entità aziendale;
  • audit sui progetti: identifica i rischi dei progetti aziendali e le strategie per ridurli o eliminarli.

Per approfondire la figura dell’internal auditor ti consigliamo l’articolo dedicato.

differenze revisione interna vs esterna

I 3 principi fondamentali della revisione 

I principi di revisione vengono suddivisi in tre categorie.

Generali

Stabiliscono che la revisione sia effettuata da soggetti dotati di adeguata formazione tecnica e conoscenze specifiche. I revisori devono mantenere un atteggiamento mentale e indipendente in tutte le questioni relative all’incarico.

Inoltre, devono esercitare l’attività con un’adeguata diligenza professionale durante la pianificazione, svolgimento dell’incarico e la predisposizione della relazione finale.

Relativi al lavoro

Stabiliscono che il lavoro di audit debba essere adeguatamente pianificato e che i vari assistenti siano costantemente supervisionati.

Inoltre, deve essere pianificato per determinare la tempistica e le tipologie di verifiche che dovranno essere effettuate.

Durante l’attività dovrà essere ottenuta evidenza sufficiente e adeguata a costituire una base ragionevole su cui fondare l’opinione finale sul bilancio.

Relativi alla predisposizione della relazione

La relazione deve affermare se il bilancio, considerato nel suo complesso, è conforme alla legge e ai principi contabili di riferimento. Se non è possibile esprimere un’opinione, il revisore dovrà esprimere le ragioni.

Inoltre, la relazione deve indicare nel dettaglio il la tipologia di lavoro svolto dal revisore e le responsabilità che si assume nell’esprimere la propria opinione.

Come si svolge la revisione?

L’attività di revisione avviene studiando tutte le circostanze pertinenti all’azienda oggetto di verifica.

Tutto ciò avviene tramite l’elaborazione e la valutazione delle informazioni (audit evidence) che possono essere reperite tramite:

  • osservazione diretta del revisore;
  • studio delle rilevazioni eseguite dall’azienda;
  • rilevazioni effettuate da terzi.

Ciascuna fonte possiede un diverso grado di persuasione e affidabilità.

le qualità delle evidenze

Di conseguenza, il giudizio finale sarà qualitativamente più probabile in base alla qualità dell’evidenza raccolta.

Tutte le verifiche che vengono svolte si fondano sul principio di ricollegare tra loro le informazioni (evidenze), al fine di verificarne la concordanza ovvero: la capacità di rappresentare allo stesso modo la medesima realtà.

In sostanza il revisore cerca di stabilire tramite i confronti se le diverse evidenze raccolte (di varia natura e provenienza) conducono alla stessa rappresentazione della realtà.

Se questo accade allora l’evidenza è concordante e il revisore aumenta la positività e la qualità del giudizio. Tanto più le evidenze concordano tra loro tanto più il grado di convincimento del revisore sarà elevato.

Che controlli fa il revisore?

I confronti sopra descritti possono essere di tre tipologie.

Verifiche sui controlli

Verificare che il sistema di controllo interno dell’azienda sia in grado di monitorare continuamente l’attendibilità delle rilevazioni prodotte internamente dall’azienda.

È fondamentale che sia adeguato agli obiettivi perseguiti e che sia effettivamente funzionante.

Come metrica di confronto il revisore adotta un modello di controllo ideale in relazione alle caratteristiche dell’azienda e lo confronta con i punti di forza e di debolezza del modello effettivamente adottato.

Verifiche di dettaglio

Vengono fatte sulle operazioni e sui saldi di bilancio; analizzano specifiche rilevazioni aziendali per verificarne la corrispondenza.

Esempio: confronto tra le informazioni che sono contenute nella fattura di acquisto e il relativo documento di trasporto.

Verifiche di coerenza

Il revisore deve formulare una previsione riguardo alle grandezze che vuole verificare.

Le rilevazioni non dovranno discostarsi in modo significativo rispetto alla sua previsione; in caso contrario dovrà ricercare le cause dello scostamento eccessivo mediante indagini più approfondite.

Esempio: il revisore prevede un valore medio dei salari e degli stipendi. Se in bilancio la voce salari e stipendi si discosta eccessivamente da quanto previsto, il revisore dovrò effettuare verifiche più dettagliate sulla documentazione.

Tramite le verifiche di coerenza il revisore non è in grado di individuare l’errore di una certa rilevazione, ma può individuare quali tra le rilevazioni hanno un maggiore rischio di inattendibilità.

Mappa con evidenza del ruolo del revisore

Un approccio pratico: il modello per cicli operativi

Per effettuare il processo di revisione è fondamentale comprendere a fondo la realtà aziendale.

Un modello pratico molto efficiente è il modello per cicli operativi; consiste nel frammentare l’attività aziendale in più cicli, ovvero: un insieme ordinato di operazioni legate tra di loro” dove ogni ciclo rappresenta una sequenza di operazioni.

modello dei cicli operativi

Tutte le operazioni nei vari cicli sono collegate tra di loro ed insieme costituiscono l’attività aziendale. L’idea di fondo è quella di analizzare ogni singolo ciclo per poter definire un giudizio finale di revisione.

Immagine con 4 punti di domanda

Domande frequenti sulla revisione contabile 

Per diventare revisore legale dei conti (iscritto all’albo dei revisori legali dei conti) bisogna aver conseguito una laurea in economia o materie giuridiche. In seguito all’ottenimento del titolo deve svolgere un tirocinio di tre anni presso un professionista abilitato.

Infine, bisogna sostenere l’esame di stato. Invece per diventare revisore (non iscritto all’albo dei revisori legali dei conti) è sufficiente aver conseguito una laurea triennale in economia.

È obbligatoria per le società di capitali e società quotate in borsa che superano almeno due dei limiti previsti per la legge (ricavi 4 milioni, attivo 4 milioni, dipendenti 20).

In linea generale, al verificarsi del superamento dei limiti dimensionali, la nomina dell’organo di controllo o del revisore è competenza dell’assemblea che approva il bilancio in cui si verifica lo sforamento, la quale deve provvedervi entro 30 giorni.

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Foto autore Gabriele Gerzeli

Gabriele Gerzeli Magni

Laureato in economia aziendale e studente magistrale in amministrazione, controllo e professione. Tramite articoli di valore guido le persone verso una migliore comprensione delle sfide e delle opportunità nel mondo economico-aziendalistico aiutandole a prendere decisioni informate.

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