CRITERIO DEL COSTO AMMORTIZZATO: CONTABILITÀ E BILANCIO

Tempo di lettura: 1 minuto

In base alla definizione contenuta nel principi contabili IAS 39 e OIC 20, Il costo ammortizzato di un’attività o passività finanziaria è definito come:

il valore a cui è stata misurata al momento della rilevazione iniziale l’attività o la passività finanziaria al netto dei rimborsi di capitale, aumentato o diminuito dall’ammortamento complessivo utilizzando il criterio dell’interesse effettivo su qualsiasi differenza tra il valore iniziale e quello a scadenza, e dedotta qualsiasi riduzione (operata direttamente o attraverso l’uso di un accantonamento) a seguito di una riduzione di valore o di irrecuperabilità.

Il criterio del costo ammortizzato

Valutazione al costo ammortizzato

Il procedimento per determinare, successivamente alla rilevazione iniziale, il valore dei titoli valutati al costo ammortizzato da iscrivere in bilancio è il seguente:

  • determinare l’ammontare degli interessi calcolati con il criterio del tasso di interesse effettivo sul valore contabile del titolo all’inizio dell’esercizio, o alla più recente data di rilevazione iniziale;
  • aggiungere l’ammontare degli interessi così ottenuto al precedente valore contabile del titolo;
  • sottrarre gli incassi per interessi e capitale intervenuti nel periodo;
  • sottrarre le eventuali svalutazioni sui titoli.

Costo ammortizzato nel codice civile

L’art.2426 criteri di valutazioni, stabilisce che: “(…) le immobilizzazioni rappresentate da titoli sono rilevate in bilancio con il criterio del costo ammortizzato, ove applicabile (…)”.

Segui FareNumeri su Linkedin

Commenta e condividi i nostri articoli e video, aiutaci a divulgare la cultura dei numeri nelle scelte gestionali delle PMI.
autore-giuseppe-brusadelli

Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in controllo di gestione.

 Profilo Linkedin

Potrebbero interessarti anche: