VANTAGGIO COMPETITIVO: COS’È E COME SI IDENTIFICA
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Il vantaggio competitivo è uno dei capisaldi della strategia di business di un’impresa ed è parte integrante di ciò che si chiama il modello di business.
Una sua definizione chiara e coerente, a detta degli esperti, non è affatto semplice.
Tuttavia, ricorrendo all’intuito, si può dire che, nell’ambito di uno stesso mercato, si possiede un vantaggio rispetto ai concorrenti quando la propria offerta viene percepita dalla clientela come più apprezzabile in termini di unicità e personalizzazione dei prodotti, oppure di convenienza del prezzo, oppure per altre ragioni.
Che cosa è
Da tale definizione intuitiva discende la classica distinzione tra:
- vantaggio competitivo di costo;
- vantaggio competitivo di differenziazione.
Nel primo caso si punta su una gamma ristretta di prodotti offerti, con caratteristiche essenziali e standardizzate. A ciò corrispondono costi più contenuti e, di riflesso, prezzi di vendita minori. Un fast food è un esempio immediato di ricerca del vantaggio di costo.
Nel secondo caso l’impresa offre ai propri clienti beni o servizi unici, cioè personalizzati in funzione delle attese dei destinatari, non solo come caratteristiche tangibili dei prodotti, ma in ogni forma di relazione con i clienti. A ciò corrispondono prezzi di vendita più alti, che il cliente è disposto a pagare. Un ristorante di haute cuisine è normale che persegua un vantaggio di differenziazione.
La dicotomia costo vs differenziazione è in realtà frutto di una semplificazione. Infatti, anche l’impresa orientata ad un vantaggio di costo spesso propone prodotti più o meno differenziati, ad esempio grazie ai servizi offerti alla clientela (tempestività delle consegne, immagine dei prodotti, esperienza d’acquisto, ecc.).
D’altro canto, proporsi come fornitore in grado di risolvere i problemi del cliente in maniera personalizzata non significa trascurare le esigenze di efficienza economica dei processi aziendali.
Una precisazione terminologica è a questo punto necessaria: la differenziazione è qualcosa di diverso dalla diversificazione. Mentre quest’ultima è sinonimo di molteplicità di prodotti offerti (la loro gamma), la differenziazione riguarda lo specifico prodotto (rispetto ai competitor).
Come si identifica
Questa domanda va intesa così: quali sono le fonti del vantaggio competitivo? L’analisi di tali fonti permette di individuare i fattori su cui intervenire per ottenere il vantaggio perseguito.
Nel caso del vantaggio di costo, i fattori per mantenere i costi unitari al di sotto di quelli della concorrenza sono raggruppabili in alcune categorie, tra cui spiccano:
- le economie di scala (legate alla grande dimensione);
- le economie di apprendimento (dovute ad esempio alla ripetitività delle operazioni);
- la progettazione dei processi e la relativa tecnologia (ad esempio la re-ingegnerizzazione dei processi);
- la progettazione dei prodotti (ad esempio la loro semplificazione);
- il pieno utilizzo della capacità produttiva (che riduce la componente fissa del costo unitario);
- le economie nell’acquisto delle risorse (ad esempio mediante la localizzazione).
Per quanto riguarda il vantaggio di differenziazione, i fattori da cui principalmente dipende possono classificarsi così:
- la capacità di garantire unicità sia nelle caratteristiche intrinseche del prodotto, sia nei servizi prestati, sia nell’immagine a cui si associa il prodotto;
- l’idoneità a fornire i fattori di unicità ora citati in modo integrato e coerente;
- l’adeguata comunicazione della differenziazione ai clienti;
- il sostenimento di elevati costi che solitamente l’unicità comporta.
Un aspetto fondamentale del vantaggio competitivo è quello della sua sostenibilità: non basta acquisirlo, ma occorre saperlo difendere, perché è normale che con il passare del tempo tenda ad affievolirsi.
Così come la sua acquisizione dipende molto dalla qualità delle risorse e delle competenze di cui si avvale l’impresa, anche la sua conservazione è in funzione di tali fattori.
Molto importanti, al riguardo, sono le possibilità di imitazione da parte di altri soggetti. Ad esempio, l’impiego di una tecnologia non protetta da brevetto rende meno sostenibile l’eventuale vantaggio competitivo acquisito.
Quando è utile
Come ogni ingrediente dell’analisi strategica, l’attenzione rivolta al vantaggio competitivo non può essere un optional.
Pertanto, per tutte le imprese che si pongono il problema della scelta di una strategia competitiva e della definizione di come attuarla (business plan), l’analisi del vantaggio competitivo da perseguire è uno dei primi e più importanti step da compiere.
Naturalmente esistono imprese e imprese. Molte di esse, per ragioni dimensionali, finanziarie, organizzative e culturali non si pongono il problema perché di fatto operano (almeno finchè possono) in modo più intuitivo che consapevole, oppure non godono di una vera autonomia propria, ma solo di un’autonomia riflessa, conseguente alle decisioni di altri soggetti, come ad esempio clienti a cui sono legate da vincoli di sub-fornitura o di subordinazione.
Luigi Brusa
Autore di numerosi testi sui sistemi di controllo e professore emerito presso Università degli Studi di Torino.







