SIMON SINEK: COME ASSUMERE PERSONE PRONTE A TUTTO

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5 dicembre 1914. L’esploratore irlandese Ernest Shackleton solca il mare di Weddell a bordo della nave Endurance. Sotto la sua guida c’è un equipaggio di ventisette uomini.

Il suo obiettivo? Sbarcare in Antartide e attraversare per la prima volta quel continente. Una sfida lunga oltre mille e settecento miglia.

Annuncio che Simon Sinek utilizza come esempio nel libro

Le cose però non andarono secondo i piani. La nave, pur essendo attrezzata per navigare i mari ghiacciati del Polo Sud, ben presto s’incagliò nella banchisa. Restò intrappolata per dieci mesi. Ogni tentativo di liberarla fu inutile. Nel novembre del 1915 affondò, stritolata dalla morsa dei ghiacci.

L’equipaggio, completamente isolato dal mondo, dovette salire a bordo delle scialuppe di salvataggio. Riuscì fortunosamente a raggiungere una piccola isola nelle vicinanze. Da lì, Shackleton, con cinque uomini, partirono per cercare soccorsi. Li trovarono dopo aver percorso 1600 kilometri a remi nei mari antartici. Poi tornarono indietro, a salvare gli altri uomini della spedizione.

Storia della nave Endurance

Agli inizi del Novecento l’equipaggiamento e gli alimenti erano assai lontani da quello che conosciamo oggi. Molte spedizioni avevano epiloghi drammatici. Invece Shackleton e i suoi uomini vissero un’odissea durata quasi due anni a temperature polari, ma nessuno di loro perse la vita. Non ci furono nemmeno episodi di ammutinamento, piuttosto comuni in situazioni così esasperate.

Questa storia è raccontata nel libro “Partire dal perché” di Simon Sinek. È una vicenda molto significativa, se analizzata con attenzione. A tal proposito, voglio farti una domanda. Secondo te, come fu possibile che una trentina di uomini, isolati da tutto e in balia di temperature polari, furono in grado di resistere e portare a casa la pelle? Cosa li fece sopravvivere? Alcune circostanze casuali? La loro esperienza? La tenacia del loro comandante? Che altro?

Simon Sinek ha trovato la risposta in un annuncio che Shackleton pubblicò sul Times. Si tratta dell’inserzione che l’esploratore fece pubblicare per reclutare i membri dell’equipaggio. Il suo testo era il seguente:

Si cercano uomini per un viaggio pericoloso. Salario modesto, freddo intenso, lunghi mesi di completa oscurità, pericolo costante, ritorno sani e salvi non garantito. Onori e riconoscimenti in caso di successo.”

Un piccolo capolavoro, vero? Il segreto della spedizione di Shackleton fu proprio l’aver trovato gli uomini giusti per quell’impresa.

Chi rispose al suo appello? Solo chi lo trovò sfidante. Si trattava di persone che credevano nei suoi stessi ideali di esploratore. Shackleton cercava persone che avessero non solo esperienza o capacità tecniche. Cercava un equipaggio motivato e pronto alle difficoltà estreme, perché l’impresa richiedeva quello.

Ho riportato più volte la parola “impresa” poichè esiste una analogia tra i membri di una spedizione e le persone che lavorano dentro un’azienda e perseguono degli obiettivi comuni.

Sinek stesso la sottolinea: “Il senso di appartenenza è una garanzia di successo, perché spinge le persone ad impegnarsi al massimo e a cercare soluzioni innovative per sé stessi e dunque anche per l’azienda“. E aggiunge: “Tutti i grandi leader hanno in comune la capacità di trovare persone adatte alla loro organizzazione, persone che ne condividono gli ideali“.

L’obiettivo, anche per una piccola impresa, è esattamente lo stesso: aggregare persone appassionate ai “perché” dell’imprenditore. Persone che condividono la cultura aziendale, perché la sentono allineata con la propria visione del mondo.

Per eccellere le aziende devono cercare persone che credono negli stessi “perché” dell’organizzazione. Intendiamoci, queste persone devono anche saper fare un lavoro specifico, ma questo viene dopo. Molti sanno svolgere una determinata mansione. Tra i candidati sono però pochi quelli che sono spontaneamente allineati con i valori dell’impresa.

La tesi principale del libro è spiegata dallo stesso Sinek in questo Ted Talk:

L’impresa che parte dal perché, non ha solo il vantaggio di attrarre personale in sintonia con la cultura aziendale. Riesce anche a fidelizzare i clienti in linea con questa cultura: “Le persone non comprano ciò che fai, ma comprano il perché lo fai”.

“Partire dal perché” è un libro che consiglio a quegli imprenditori che hanno superato i problemi operativi e pratici e ambiscono a salire di livello.

Ci sarebbero tante altre cose da approfondire sul libro di Sinek. Per esempio, le implicazioni che la “legge del perché” ha sul marketing. Oppure il come si può diventare leader capaci di ispirare il proprio team. Ma in questo articolo ho voluto condividere solo alcuni aspetti, quelli legati alla cultura aziendale.

Copertina libro "Partire dal perchè" di Simon Sinek

Lavoro con le PMI da molti anni, e conosco bene le difficoltà che gli imprenditori incontrano nel controllare e nel guidare un’azienda. Se ti interessa approfondire queste tematiche, leggi anche i miei prossimi post. Inserisci la tua e-mail nel box sotto per iscriverti alla mia newsletter mensile e anche sul canale Youtube.

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Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in finanza e controllo di gestione.

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