SCRITTURE DI ASSESTAMENTO: QUALI SONO E A COSA SERVONO

Tempo di lettura: 5 minuti

Le scritture di assestamento si effettuano sul bilancio al termine dell’esercizio, con la finalità di rettificare o integrare alcune registrazioni contabili.

Le rettifiche e le integrazioni di bilancio sono infatti necessarie al fine di determinare in maniera corretta il risultato d’esercizio. Modificano dunque il valore di alcuni conti allo scopo rispettare il principio di competenza economica.

Le scritture di assestamento sono diverse e classificabili in quattro tipologie.

Scritture di assestamento: cosa sono e a cosa servono

Scritture di completamento

Il loro scopo è integrare alcune voci del bilancio al termine dell’anno, con valori contabili non ancora registrati.

L’esempio più palese è il TFR dei dipendenti. Nonostante esso maturi o si manifesti economicamente ogni mese, il suo valore emerge contabilmente al termine dell’esercizio. Ciò accade perché, il TFR è soggetto a particolari rivalutazioni previste dal codice civile.

Per completezza, tale tipologia di scritture di assestamento comprende:

  • il TFR
  • gli interessi maturati (sia attivi che passivi)
  • le cedole con scadenza al primo gennaio
  • i crediti nel caso la loro esigibilità sia
    • dubbia, dunque si rende necessaria la creazione di un fondo di svalutazione crediti
    • impossibile, dunque il credito viene stralciato o eliminato del tutto

Scritture di integrazione

Servono per iscrivere valori contabili in bilancio, la cui manifestazione finanziaria (pagamento/incasso) si avrà l’esercizio successivo. Questo nel caso tali valori siano di competenza dell’anno in corso, almeno in parte.

Esempio di scritture d’integrazione sono i ratei attivi e i ratei passivi. Tali voci hanno infatti lo scopo di trasferire quote di ricavi e costi che sono di competenza di questo esercizio nel bilancio in corso, ma che al 31/12 non si sono ancora manifestati. Prendiamo ad esempio un mutuo con rata semestrale che cade a fine febbraio, gli interessi sono relativi ad un periodo di 6 mesi di cui 4 maturati nell’anno precedente. La scrittura di integrazione consentirà di rilevare i 4 mesi di interessi e dunque avere una ripartizione del costo più corretta in base al periodo di maturazione.

Un altro caso di scritture d’integrazione sono le fatture da emettere e le fatture da ricevere. In altre parole, ricavi o costi per prodotti o prestazioni già effettuati o ricevuti.

Scritture di rettifica

Hanno lo scopo di stornare (diminuire) ricavi e costi della parte contabile di competenza dell’esercizio successivo, oppure di rivalutare particolari conti lasciati in sospeso.

Tali scritture comprendono i risconti attivi e i risconti passivi, ovvero voci di Stato Patrimoniale che rettificano il valore di alcune voci. Questo al fine di rimandarne una parte, quella non di competenza dell’anno corrente, all’esercizio successivo.

Anche la valutazione delle rimanenze di magazzino è compresa nelle scritture di rettifica. Il loro valore infatti viene rivalutato secondo particolari criteri alla fine dell’anno.

Scritture di ammortamento

La loro funzione è distribuire il costo dei beni durevoli in più esercizi contabili. I beni durevoli comprendono macchinari, impianti e fabbricati, così come brevetti e marchi. Sono beni il cui utilizzo non si esaurisce in un unico esercizio, ma vengono sfruttati per più anni.

Per questa ragione, il loro costo di acquisto viene spalmato su più esercizi e non in un singolo bilancio. Il calcolo di ripartizione del costo si chiama ammortamento.

Si tratta dunque di scritture di assestamento che:

  • stornano buona parte del costo del bene dal conto economico, nel bilancio dell’anno in cui viene acquistato
  • assegnano una quota di tale costo al conto economico degli esercizi successivi
  • diminuiscono il valore del bene registrato in stato patrimoniale per diversi esercizi, sino al suo azzeramento

Per ogni bene durevole, le scritture di ammortamento si devono iscrivere in bilancio per un numero di anni previsto dalla legge. Per fare un esempio, i macchinari si ammortizzano in 5 anni, ovvero al 20% del valore di acquisto.

Ciò significa che per 5 esercizi:

  • in conto economico andremo a inserire il 20% del costo di acquisto del macchinario
  • in stato patrimoniale andremo a diminuire il valore del bene del 20%

N.b.: la percentuale dell’ammortamento può variare a seconda della tipologia del bene e del settore di appartenenza dell’azienda.

Qual è la loro funzione

Lo scopo delle scritture di assestamento è modificare, o completare, i valori contenuti nel bilancio, al fine di rispettare il principio di competenza.

Tale principio è infatti alla base della redazione del bilancio, in quanto permette di calcolare il valore del risultato d’esercizio in base al periodo di maturazione.

La funzione delle scritture di assestamento

In questo modo, ricavi e costi vengono contabilizzati in base al periodo in cui hanno reale effetto (competenza) e non quando si manifestano finanziariamente (incassi/pagamenti).

Con le scritture di assestamento il conto economico così viene integrato e rettificato in alcune voci, mentre lo stato patrimoniale mostra una situazione aziendale più realistica.

Quando sono utilizzate

L’impiego delle scritture di assestamento avviene in fase di chiusura e redazione del bilancio. Tali scritture portano la data di fine esercizio, ovvero il 31 dicembre. A occuparsene è la figura del commercialista, ciò nonostante conoscerne a grandi linee il funzionamento è utile anche per gli stessi imprenditori.

Le scritture di assestamento hanno infatti un effetto diretto sul calcolo del risultato d’esercizio, in quanto vanno a modificare in modo determinante alcune voci di conto. Nel corso dell’anno, per avere una visione più chiara della propria situazione aziendale, è necessario fare una stima delle scritture di assestamento. Se vuoi approfondire questo processo puoi leggere l’articolo sul fast closing.

Riepilogando

Le scritture di assestamento sono indispensabili per il rispetto del principio della competenza economica, poiché permettono di imputare correttamente i costi e i ricavi.

Solo dopo la loro realizzazione è possibile procedere con la chiusura generale dei conti, che è l’ultima fase delle scritture di chiusura. Una corretta imputazione dei costi e dei ricavi è essenziale al fine di redigere correttamente il bilancio d’esercizio.

Le scritture di assestamento trasformano i dati rilevati nei mastrini contabili, con i seguenti obiettivi:

  • aggiustare i valori nel rispetto del principio di competenza
  • consentire la valutazione delle componenti del reddito d’esercizio
  • consentire la valutazione del patrimonio di funzionamento
  • permettere una corretta imputazione dei costi e dei ricavi rilevati durante l’esercizio

Ci sarebbero altri punti da approfondire sulla scritture di assestamento, ma in questo blog voglio condividere in modo semplice solo gli aspetti più utili di ogni argomento. Lavoro con le PMI da molti anni, e conosco bene le difficoltà che gli imprenditori incontrano nel gestire e guidare un’azienda. Se queste tematiche ti interessano ti invito a iscriverti alla newsletter mensile e anche sul canale YouTube.

È la prima volta che ci leggi?

FareNumeri è il blog sul controllo di gestione più letto in Italia. Ogni mese pubblichiamo nuovi contenuti che spiegano in modo semplice (e senza paroloni) come gestire consapevolmente un’impresa. Se questo articolo ti è piaciuto, qui sotto ne trovi altri che possono esserti utili. Vuoi ricevere i prossimi post direttamente nella casella di posta? Inserisci qui la tua email!

Foto dell'autore Igor Zardoni

Igor Zardoni

Cintura nera di excel e appassionato di scrittura. Parole e numeri sono le due facce della mia passione e della mia professione.

Potrebbero interessarti anche: