INDICI DI REDDITIVITÀ: INIZIA CALCOLANDO QUESTI 5

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Comprendere la propria performance aziendale è un fattore fondamentale per qualsiasi imprenditore. Su questo non c’è ombra di dubbio.

La questione vera è però comprendere in quale misura tale performance sia da considerarsi accettabile.

Impara a calcolare gli indici più importanti per la tua azienda

In che modo, infatti, è possibile affermare che un’azienda stia procedendo a livelli ottimali e soddisfacenti? In che modo stabilire se invece si trovi al di sotto delle sue reali potenzialità?

In termini economici, esistono degli strumenti o, per essere più precisi, dei dati in grado di trasferire parte di queste informazioni all’imprenditore. Dati che, nel linguaggio dell’economia, vengono chiamati Indici di Redditività.

Attenzione, non c’è da spaventarsi! Per quanto l’espressione Indici di redditività faccia pensare a roba da cervelloni, in realtà è qualcosa di padroneggiabile a qualsiasi livello aziendale. Si tratta infatti di informazioni già presenti in azienda, che aspettano semplicemente di essere estrapolate dal documento economico per antonomasia: il Bilancio.

Conoscere gli indici per prendere decisioni mirate

Perché conoscere gli Indici di Redditività è così importante?

Per quanto ogni imprenditore abbia più o meno in testa l’andamento della propria azienda, siamo tutti d’accordo nell’affermare che l’imprenditore, di fatto, ha in testa delle sensazioni. Ma queste ultime possono essere confermate o smentite solamente attraverso i numeri.

Avere dimestichezza con i numeri è fondamentale, in quanto permette all’imprenditore di potersi avvalere dell’aiuto di moltissimi strumenti, come per esempio:

  • il Controllo di Gestione, un insieme di strumenti e tecniche molto utili sia per pianificare, sia per controllare l’andamento dell’azienda, con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi prefissati;
  • l’uso del Benchmarking, per avere dei riferimenti esterni;
  • il Budget, con cui pianificare le proprie azioni.

E per quanto concerne i già citati Indici di Redditività? Vediamo nel dettaglio.

Con il termine Redditività si intende, semplicemente, la capacità dell’azienda di creare Reddito. Tale capacità può essere sintetizzata attraverso gli indici di cui abbiamo detto, che rappresentano un insieme di informazioni molto importanti per imprenditori e figure esterne all’azienda (come le banche).

Per capire bene gli indici di Redditività e la loro importanza, muoviamoci allora a piccoli passi, partendo come sempre dai più fondamentali, che potremmo riassumere in questi quattro punti.

“Tortura abbastanza a lungo i dati e ti confesseranno qualsiasi cosa”

1. Usare i dati di bilancio riclassificato per calcolare i propri Indici di Redditività

Lo abbiamo già detto: la verità sta nel bilancio. Sì, ma dove esattamente?

Se preso nella sua forma “civilistica” il bilancio non offre una lettura utile. Prima di ogni considerazione o analisi, deve innanzitutto essere riclassificato.

La riclassificazione del conto economico permette di dare all'imprenditore un report semplificato

Fatto ciò, si possono fin da subito estrapolare già alcuni indicatori di redditività, come:

Tali indicatori possono poi essere messi in relazione per creare gli Indici di Redditività, nonché altri tipi di indici come quelli di Solidità, Solvibilità ecc.

Di Indici infatti ne esistono a centinaia. Quanti sono però quelli che servono realmente a una PMI? È dunque obbligatorio fare una selezione e scegliere quelli a noi più adeguati. Nel prossimo passaggio ne vediamo alcuni.

2. I tre Indici principali da cui cominciare

I 3 indici più importanti da cui partire: ROE, ROI e ROS

Facendo una rapida ricerca in Rete, tre sono gli Indici di Redditività che si trovano più facilmente.

Tra i primi due si elencano:

  • ROE (Return of Equity), che misura il rapporto tra il Risultato di Esercizio e il Capitale Proprio, cioè il Valore % di rendimento del proprio patrimonio (Patrimonio Netto).
  • ROI (Return of Investment), che misura l’efficienza dei propri asset, cioè la capacità dell’azienda di remunerare il capitale investito (a prescindere in questo caso che si tratti ci Patrimonio Netto o Capitale di Terzi, tipicamente banche).

Entrambi sono indici importanti, tuttavia in una PMI possono tranquillamente essere controllati e analizzati una sola volta all’anno, a consuntivo.

Diverso è invece il discorso per il terzo indice di cui vi parlavo:

  • ROS (Return of Sales), che analizza l’efficienza delle Vendite ovvero i margini realizzati. L’essenza di questo indice è la trasformazione in percentuale (%) di un valore normalmente espresso in valore assoluto (€). La forma percentuale consente una rapida comparazione tra differenti periodi, che si tratti di mesi, semestri o altro. Dal momento che è strettamente collegato al ciclo produttivo e commerciale dell’azienda, dovrebbe essere monitorato almeno una volta ogni trimestre.

3. Fare Confronti nel Tempo e nello Spazio

Una volta scelto il metodo, cioè quali Indici di Redditività adoperare in base ai propri bisogni informativi, è opportuno sorvegliare questi parametri nel tempo, così da poter mantenere dei riferimenti precisi.

Fare confronti con gli indici di un periodo precedente

Se ci sono degli scostamenti significativi, è poi bene interrogarsi sui motivi che li hanno determinati.

L’uso degli Indici di Redditività permette infatti all’imprenditore di poter valutare l’evoluzione della propria azienda nel tempo, quindi di effettuare dei confronti interni. Analogamente, è possibile fare analisi e considerazioni prendendo dei riferimenti esterni. Che cosa significa? Mi spiego anche qui in termini più comprensibili.

Avere ben chiari i propri Indici di Redditività permette di confrontare l’azienda con qualche concorrente nel settore, nonché con dei livelli standard più generici: il cosiddetto Benchmarking.

Gli indici di redditività per misurare lo stato di salute di una pmi

Per comprendere meglio questo concetto, provate a pensare a un termometro per misurare la temperatura corporea. 36,37,38…41!

A seconda di quanto sia elevata la temperatura, il termometro è in grado di indicarci se sia il caso o meno di prendersi un’aspirina, oppure di chiamare il medico per farsi visitare.

Il Benchmarking funziona più o meno allo stesso modo. In pratica, ci indica quali punteggi i nostri Indici di Redditività dovrebbero raggiungere in situazioni ottimali, per darci la possibilità di comprendere, attraverso sempre il confronto, se la nostra azienda abbia o meno…un po’ di febbre.

“Impara dagli errori degli altri: non puoi vivere così a lungo da farli tutti te”

                                                        Eleanor Roosevelt

Ovviamente, questi non sono gli unici strumenti a disposizione dell’imprenditore, per metterlo in condizione di decidere in modo informato. Che se ne usi uno piuttosto che un altro, il primo passo da cui non si può prescindere è la conoscenza dei numeri.

Ci sarebbero molti altri punti da approfondire, ma in questo blog voglio condividere solo gli aspetti più utili. Lavoro con le PMI da molti anni, e conosco bene le difficoltà che gli imprenditori incontrano nel dover accrescere tutte le competenze necessarie a guidare un’azienda. Vi consiglio dunque di seguire anche i prossimi articoli, iscrivendoti alla newsletter mensile e al canale YouTube e di contattarmi in caso di necessità di un supporto diretto.

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Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in finanza e controllo di gestione.

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