IL FONDO SVALUTAZIONE CREDITI
Tempo di lettura: 3 minuti
Autore: Mattia Crippa
Il fondo svalutazione crediti viene costituito per coprire il rischio che una parte dei crediti non siano effettivamente incassabili.
Le imprese sono tenute ad accantonare, per ogni esercizio, una quota di svalutazione che confluisce proprio nel fondo svalutazione crediti.
I crediti verso clienti
I crediti verso clienti derivano dalla normale operatività aziendale e rappresentano le somme che l’impresa deve ancora incassare a seguito dell’emissione di fatture attive.
Nel bilancio, questi crediti trovano collocazione nell’attivo dello stato patrimoniale, in quanto rappresentano un credito nei confronti di terzi. Tuttavia, sebbene costituiscano un’attività per l’azienda, è fondamentale monitorarli attentamente per evitare squilibri finanziari.
L’importanza di limitare i tempi di incasso
Avere tempi di incasso eccessivamente lunghi può generare problemi di liquidità, poiché l’azienda potrebbe trovarsi nella condizione di dover affrontare spese e pagamenti senza aver ancora incassato quanto dovuto dai clienti.
Per questo motivo, è essenziale gestire i crediti in modo strategico, adottando politiche di sollecito e valutando eventuali strumenti di finanziamento per anticipare gli incassi. Per approfondire questo aspetto puoi leggere il nostro articolo su come i flussi di cassa muovono la liquidità.
Il fondo svalutazione crediti
È utile chiarire subito la differenza tra un credito esigibile e un credito incassabile.
Un credito esigibile è quello per il quale è giunto il termine di pagamento e, quindi, l’azienda ha il diritto di richiederne il saldo. Tuttavia, questo non significa automaticamente che il credito sia anche incassabile, poiché il cliente potrebbe, per una serie di motivi, ritardare il pagamento della fattura ricevuta.
La distinzione è rilevante perché il fondo svalutazione crediti viene costituito proprio per coprire il rischio che crediti esigibili non siano effettivamente incassabili. Il fondo costituito negli anni verrà utilizzato, se necessario, per coprire quelle eventuali somme che, dopo diversi tentativi, l’azienda non riesce più a recuperare dai propri clienti.
Riassumendo i concetti di accantonamento e fondo:
Accantonamento
Rappresenta la quota di svalutazione rilevata nell’esercizio in corso e viene registrata nel conto economico come costo.
Fondo
Rappresenta il valore cumulato delle svalutazioni effettuate negli anni precedenti ed è registrato in rettifica ai crediti verso clienti. Pertanto, in bilancio il fondo è compreso nella stessa voce/posizione dei crediti verso clienti, con la differenza che avrà segno opposto.
La cifra da accantonare per ogni esercizio
Chiariti gli aspetti teorici, passiamo ora alla parte pratica. Come si arriva a stabilire la cifra da svalutare e quindi a determinare il valore dell’accantonamento?
Svalutazione contabile vs svalutazione fiscale
Dal punto di vista contabile, l’azienda può decidere di svalutare i propri crediti in base a un criterio prudenziale, stimando il rischio di perdita in funzione dell’anzianità del credito, sulla base delle informazioni che ha del e dal cliente, dallo storico delle precedenti trattative, eccetera eccetera.
Questa stima si traduce in una % di svalutazione associabile ad ogni credito.
Questo tipo di svalutazione servirà a fornire, attraverso il bilancio, un’informazione il più corretta possibile a tutti coloro che ci posano sopra lo sguardo. A livello fiscale invece, per quanto riguarda le tasche dell’imprenditore, la situazione cambia.
Esistono regole precise da rispettare. In particolare:
- è deducibile una svalutazione massima pari allo 0,5% del totale dei crediti ogni anno;
- il fondo svalutazione crediti complessivo non può superare il 5% del totale dei crediti iscritti in bilancio.
Questa differenza tra normativa contabile e fiscale impone alle aziende di gestire con attenzione il fondo svalutazione crediti, garantendo una rappresentazione veritiera della situazione finanziaria e rispettando al contempo i limiti imposti dalla normativa tributaria.
Se hai una attività e vuoi iniziare a tracciare precisamente i tuoi crediti vs clienti puoi scaricare il modello Excel gratuito.
Esempio di scritture in partita doppia
Concludiamo con un breve esempio di quello che potrebbe accadere nella pratica, considerando di operare una svalutazione fiscale accompagnandoci le relative scritture in partita doppia.
A fine 2024 l’azienda accantona 5.000,00 € di svalutazione crediti, dopo aver considerato dopo tutti i parametri fiscali.
Nel corso del 2025, dopo aver provato diverse strade, l’impresa è costretta a chiudere un credito di 2.000,00 € che vantava verso un suo cliente. Utilizza quindi il fondo a copertura.
Se non ci saranno altri crediti non più incassabili da chiudere, alla fine del 2025 il fondo svalutazione crediti ammonta a 3.000,00 €.
Mattia Crippa
Condivido la mia esperienza e i miei studi in diversi contenuti di contabilità per le PMI.













