COSTO DEL LAVORO: ASPETTI ED EFFETTI SUL CONTO ECONOMICO
Tempo di lettura: 3 minuti
Autore: Mattia Crippa
Le cifre legate alla forza lavoro della tua azienda impattano notevolmente sul risultato d’esercizio. Per questo motivo, mediante l’attivazione di un profittevole controllo di gestione, devi avere la certezza che su questo fattore produttivo vengano svolte analisi reali e corrette.
Ancora prima però, è necessario comprendere in che cosa si sostanzia il costo del lavoro. Caratterizzato da diversi e talvolta non semplici elementi, di seguito diamo un ordine ai suoi aspetti principali.
Affrontiamo innanzitutto la parte teorica per poi fornire un esempio semplificato di ciò che accade generalmente nella pratica.
Parliamo di costi
Subito la parola costo deve proiettarci verso la parte economica della nostra attività, verso quindi il conto economico (non consideriamo per il momento la parte finanziaria/patrimoniale). Il costo del lavoro impatta sul conto economico attraverso:
- stipendi;
- contributi;
- TFR.
Gli stipendi
Il costo sostenuto dall’azienda per gli stipendi è dato dal totale delle retribuzioni lorde.
Diventa importante pertanto comprendere che il costo sostenuto non è legato al pagamento degli stipendi, bensì alle retribuzioni lorde.
I contributi
Al punto precedente abbiamo già menzionato i contributi previdenziali INPS. Ricordiamo però che si tratta di contributi a carico del dipendente, per i quali l’impresa agisce da sostituto d’imposta.
I contributi previdenziali INPS che impattano sul conto economico sono quelli a carico dell’azienda. Troviamo quindi due tipi di contributi previdenziali:
- a carico del dipendente;
- a carico dell’azienda.
Solo i secondi costituiscono un costo per l’azienda.
Dobbiamo menzionare anche i contributi assicurativi INAIL. Questi rappresentano dei versamenti obbligatori che l’azienda versa seguendo tipicamente lo schema acconto/saldo. Ad impattare sul conto economico sarà quindi il relativo premio INAIL di competenza.
TFR
La terza e ultima componente di costo è data dal trattamento di fine rapporto, in particolare dalla sua quota maturata per ciascun esercizio.
Il TFR è legato al rapporto di lavoro. Aumenta durante tutta la durata della collaborazione e viene liquidato solo quando il dipendente non farà più parte del personale aziendale.
Si forma quindi un fondo TFR a cui aggiungere, di anno in anno, le relative quote.
Che cosa accade nella pratica?
Premettendo che ogni azienda ha le sue caratteristiche e procedure, ipotizziamo la situazione in cui le buste paghe siano gestite da un consulente del lavoro esterno alla nostra attività (uno studio paghe).
Alla fine di ogni mese
Lo studio paghe elabora le buste e, contestualmente, un prospetto un riepilogativo dei conti.
Questo documento di sintesi, a differenza dei vari cedolini che dovrai consegnare ai singoli dipendenti, è destinato unicamente alla tua azienda e riassumerà tutte le cifre del costo del lavoro.
Esempio di prospetto paghe riepilogativo del mese x:
Questi conteggi vengono successivamente inseriti nella contabilità aziendale. Per completezza consideriamo ora anche la parte finanziaria/patrimoniale, oltre a quella economica.
Come spiegato nei punti precedenti, la parte economica confluirà nel conto economico. I diversi debiti invece vengono chiusi nel seguente modo:
- i debiti sorti dalle ritenute e dai contributi verso erario ed INPS dovranno essere pagati tramite modello F24 nel mese successivo (mese x+1) a quello del prospetto (mese x);
- il debito sorto invece verso i dipendenti, per i netti delle buste paghe, dovrà essere chiuso mediante appunto il pagamento degli stipendi, che avviene tramite bonifico.
Questa operazione viene svolta per ogni mese dell’esercizio.
Alla fine dell’anno
Insieme ai cedolini ed al prospetto paghe riepilogativo di dicembre, lo studio paghe aggiungerà un documento di sintesi anche per il TFR che ti consentirà di attribuire la quota di costa all’esercizio in conclusione.
Supponiamo che si presentino le seguenti indicazioni dallo studio:
- fondo TFR al 31/12/anno x-1 = 14.000 €
- fondo TFR al 31/12/anno x (anno in corso che si sta concludendo) = 16.000 €
In contabilità dovremo registrare le seguenti scritture:
Mattia Crippa
Condivido la mia esperienza e i miei studi in diversi contenuti di contabilità per le PMI.

















