COME LA LEGGE 80/20 SALVÒ LA APPLE DAL FALLIMENTO

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Molto sappiamo riguardo a Steve Jobs, uno dei personaggi più carismatici degli ultimi vent’anni. A discapito del leader storico, nonché fondatore della Apple, l’azienda più ricca di sempre, molto meno conosciuta è la figura di Vilfredo Pareto.

Economista italiano di fine ‘800, Pareto fu teorizzatore di un principio che porta il suo nome, conosciuto anche però con la nomea di legge 80/20.

Spiegazione della legge 80/20 o principio di Pareto

Due personaggi in apparenza molto diversi ed appartenenti ad epoche diverse, eppure così affini in un’epoca come quella attuale dove, al di là della sua anima caratterizzata dalla moltiplicazione dell’offerta, si sta affermando la dottrina della focalizzazione di cui Jobs è stato il miglior interprete, così come ne fu inconsapevole fautore Pareto.

Quando Steve Jobs evitò il fallimento Apple eliminando prodotti e fatturato

Ma facciamo un passo indietro e focalizziamoci per un secondo sul più famoso dei due, il nostro Steve Jobs. Uomo di successo e inventore avveniristico, è considerato uno dei personaggi più influenti d’inizio millennio, ma com’è accaduto un po’ a tutti i titani della storia, il suo percorso di vita è stato tutt’altro che semplice, così come ricolmo di svolte inaspettate e non sempre positive.

Per esempio: hai mai sentito di come Steve Jobs fosse stato, di fatto, licenziato dalla Apple, l’azienda che lui stesso aveva fondato nel 1976? Un capo che viene defenestrato dalla sua stessa creatura? Ebbene sì!

Come si dice? Genio e sregolatezza vanno sempre a braccetto! E questo è proprio il caso di Jobs il quale accompagnava le sue grandi trovate e futuristiche invenzioni, come l’Apple I progettato e montato nel garage di casa sua insieme al socio Wozniak, ad un carattere intemperante avverso al compromesso, il che fu la causa del suo abbandono dell’azienda nel 1985.

Steve Jobs ha fatto esperienza lavorando per la Pixar

Infatti, lo Steve Jobs che tutti abbiamo imparato a conoscere nacque solamente 12 anni più tardi, dopo aver passato più di un decennio a rivoluzionare il mondo dei cartoni animati grazia alla sua Pixar, azienda che ancora oggi fa sognare i bambini di tutto il mondo.

Troppi prodotti, poca competitività

Era il 1997 e la Apple non se la stava passando bene, dato che aveva raggiunto una perdita pari ad più di un miliardo di dollari. Un disastro talmente difficile da risolvere attraverso le classiche strategie, che portò l’azienda di Cupertino a richiamare il vecchio capo dai modi inconsueti.

Chissà, forse alcuni ai piani alti si erano aspettati una qualche trovata del vecchio Steve per riportare l’azienda in carreggiata, ma ciò che Jobs fece lasciò ancor più spiazzati i suoi collaboratori.

Invece che scartabellare tra progetti ed intuizioni, egli infatti passo mesi e mesi a studiare ed analizzare nel dettaglio montagne di statistiche. Conti economici, prospetti produttivi, potenzialità dei dipendenti, strategie di mercato, caratteristiche tecniche dei prodotti in produzione.

Insomma, un lavoro più da ragioniere e da analista che da puro inventore, i cui sforzi però cominciarono da subito a dare frutti, aiutandolo a comprendere come la Apple fosse andata fuori controllo a causa di una dispersione interna di energie e di focalizzazione.

Pochi prodotti, alta competitività

Perché avere un’80% di produzione, quando i veri ricavi ci giungono da solo il 20%? Fu questa la domanda che probabilmente si pose Jobs al termine del suo lavoro di analisi, il quale lo portò drasticamente a comprendere come il 76% dei prodotti non fossero competitivi sul mercato. Così, li tagliò eliminando buona parte di fatiche considerate inutili per focalizzarsi su i prodotti realmente competitivi, ma anche portando al contempo ad una momentanea riduzione di fatturato.

Una scelta a dir poco folle, almeno in apparenza. Eppure una scelta che, in poco più di un decennio, ha portato la Apple ad essere l’azienda più ricca e geniale di ogni epoca.

“Decidere cosa non fare è tanto importante quanto decidere che fare!”

                                           Steve Jobs

Cos’ha da insegnare questa storia ad una PMI?

Alcuni potrebbero credere che un storia simile sia ripetibile esclusivamente in un’azienda di grandi dimensioni; che una simile strategia non appartenga all’universo delle PMI. Ciò che però molto spesso dimentichiamo, è che il consumatore è “uguale per tutti” e ragiona secondo stilemi identici, sia che compri da un artigiano, che si avvalga del prodotto dal brand internazionale.

Che si tratti di un telefonino o di una partita di brugole, la regola è sempre la stessa: se il consumatore non percepisce una differenza tra due prodotti affini, opta sempre per quello meno costoso. E, come ben saprai, nella lotta di prezzo la PMI è sempre perdente

“Ok Beppe, forse ho intuito cosa non fare… ma esattamente cosa dovrei fare?”. Ogni situazione è ovviamente un caso a sé, ma esistono delle costanti che meritano attenzione.

Osservando analiticamente i bilanci quasi sempre viene fuori che:

  • il 20% del fatturato produce l’80% dei margini
  • il 20% dei prodotti sviluppa l’80% del fatturato
  • il 20% dei processi produttivi sono causa dell’80% dei problemi
  • eccetera, eccetera…

80/20! Non è la prima volta che ritroviamo questi numerini, tanto che rappresentano il principio di Pareto di cui ti parlavo in precedenza. Non solo, se ben ricordi furono le stesse cifre ritrovate da Steve Jobs nel suo lavoro di analisi e che descrivevano la proporzione tra ciò che effettivamente generava fatturato (20% dei prodotti) e ciò che non lo generava quasi per niente (addirittura l’80%).

Che lo abbia fatto con coscienza di causa o meno, Jobs aveva applicato tale principio alla sua opera di trasformazione della Apple, comprendendo come eliminare 4/5 della produzione avrebbe portato alla perdita di solo 1/5, risparmiando al contempo moltissime energie da focalizzare su quel 20% di produzione realmente competitiva.

Naturalmente serve conoscere i dati altrimenti si perde facilmente la bussola

Focalizzare! Ecco la parola d’ordine. Perché disperdere energie su tante cose, quando solo alcune di esse ci portano dei veri risultati? E come riconoscere quali sono le cose veramente produttive nella nostra azienda?

Più volte attraverso i miei post ti ho parlato del controllo di gestione. È uno strumento nuovo per molti; per alcuni considerato ancora non necessario; altri ancora non né capiscono l’utilità.

Bene, non mi stancherò mai di sottolineare come esso possa essere invece la base procedurale attraverso cui un’azienda possa decidere con chiarezza ciò che è prioritario e ciò che non lo è; dove andare a mettere energie e dove invece evitare di spendere tempo e risorse; cosa effettivamente generi marginalità importante in grado di sostenere l’azienda e cosa invece non fa altro che occupare tempo prezioso.

Com aumentare il fatturato sfruttando il principio di Pareto

Lo so, tante informazioni in poche righe! Cerchiamo allora di ricapitolare in questi semplici e brevi 5 punti:

  1. nelle aziende capita spesso che l’80% della produzione generi solo il 20% del fatturato: LEGGE DI PARETO
  2. dunque, è meglio convogliare gli sforzi sul 20% di produzione veramente competitiva per farla crescere: FOCALIZZAZIONE
  3. al giorno d’oggi la focalizzazione è una mentalità che prende rapidamente piede, in quanto il mercato premia sempre più le aziende che eccellono in una nicchia, piuttosto quelle che invece cercano di navigare in più settori: DISTINGUERSI SUL MERCATO
  4. per distinguersi bisogna prima DECIDERE COSA NON FARE, al fine di risparmiare energie per ciò che genera valore reale
  5. per poter decidere bisogna analizzare i dati ed imparerà a gestirli attraverso il CONTROLLO DI GESTIONE

Lavoro con le PMI da molti anni e conosco bene le difficoltà che ci sono all’interno delle piccole realtà aziendali. Se questo articolo ti è stato d’aiuto, ti invito a lasciare la tua mail per ricevere gli aggiornamenti mensili e anche sul canale YouTube. Farò di tutto per continuare a parlarne in modo semplice e comprensibile.

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Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in finanza e controllo di gestione.

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