CAPITALE CIRCOLANTE: COS’È? COME SI CALCOLA?

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Immagina questa situazione.

L’impresa Scarpa Veloce S.r.l., specializzata nella produzione di scarpe sportive, chiude l’anno con i seguenti numeri:

Che cos'è e come si calcola il capitale circolante
Esempio di dati di bilancio per calcolare il capitale circolante

Buoni margini e situazione finanziaria in equilibrio. Pino, titolare dell’azienda è proprio soddisfatto: il business funziona, e le prospettive sono promettenti.

Infatti l’anno seguente gli affari vanno a gonfie vele e il fatturato raddoppia.

Pino è un imprenditore felice: il suo prodotto è di qualità e i clienti lo apprezzano. Questi risultati lo incoraggiano a pensare a nuovi progetti: un sito produttivo più grande, nuovi canali di vendita ecc.

Quando si parla di scarpe sportive, Pino è un vero drago: ha un passato da atleta e conosce bene le esigenze degli sportivi. È anche abile commercialmente: sa trattare con le persone e non concede troppi sconti. Però ha dei limiti: i numeri non sono il suo forte.

Tirando la classica riga a fine anno, nell’esercizio del 2017 Pino si aspetta più o meno questa situazione:

Tabella con dati ipotizzati dello stato patrimoniale 2017

A inizio anno i soldi in cassa erano 20. Dunque, avendo realizzato nel 2017 un utile di 300, viene spontaneo attendersi una liquidità di 320.

Il ragionamento che fa è semplice:

  • avevo 20 in cassa a fine 2016
  • nel 2017 ho fatto un utile di 300
  • mi aspetto di avere a fine anno 320 di liquidità,

Tutto giusto, vero? E invece no! Purtroppo, Pino ignora il funzionamento del capitale circolante. E questo, come stiamo per vedere, gli farà avere una cattiva sorpresa.

Perché i conti vanno fatti in modo diverso?

Come mai il ragionamento è sbagliato?

Perché fatturare non significa incassare. Infatti, la vera situazione di bilancio della sua azienda a fine 2017 è in realtà questa:

Tabella con dati reali dello stato patrimoniale 2017

Se anche tu hai avuto un colpo vedendo i numeri dello Stato Patrimoniale, pensa a come si è sentito Pino …

Ma vediamo di capire cosa è successo. L’azienda ha raddoppiato il fatturato. E di conseguenza ha raddoppiato pure l’utile. Però la cassa è in profondo rosso! Una situazione totalmente opposta alle sue aspettative.

“La vita non è aspettare che passi la tempesta ma imparare a ballare sotto la pioggia”

                                                                        Gandhi

Pino è disorientato da questa situazione paradossale:

  • gli affari dell’azienda vanno a gonfie vele;
  • il fatturato e gli utili sono raddoppiati;
  • ci sono ancora ottime prospettive di crescita.

Nonostante tutte queste condizioni favorevoli, l’azienda non ha la liquidità per pagare fornitori e dipendenti. Men che meno per fare nuovi investimenti.

Qual è l’unica cosa che può fare a questo punto? Andare in banca a chiedere un prestito. E pure di fretta! Purtroppo però, quando un imprenditore si presenta in banca per chiedere soldi con urgenza non riceve una grande accoglienza.

Nella migliore delle ipotesi ti concedono il prestito applicando gli interessi che decidono loro, e devi pure ringraziarli. Nel peggiore dei casi ti accompagnano velocemente all’uscita, senza darti un centesimo. Non avere soldi per pagare dipendenti e fornitori è un vero incubo. Se capita quando le vendite vanno a gonfie vele, è ancora peggio.

Utile e liquidità sono cose differenti

Ciò che ha determinato il problema di Pino si chiama tecnicamente capitale circolante. L’utile della sua azienda non si è trasformato in liquidità perché, nel frattempo:

  • è aumentato il Magazzino
  • è aumentato il volume dei Crediti vs Clienti

Vediamo di essere più chiari. Se fatturi 100 al mese e ti pagano a 60-90 giorni, a fine anno avrai crediti per 250, ovvero 2 mesi e mezzo di lavoro più o meno, giusto? Se il fatturato raddoppia, raddoppiano anche i crediti da incassare. Questa è una dinamica normale.

Lo stesso vale per le rimanenze di magazzino. Se hai nuovi clienti e nuovi prodotti, devi mettere in conto di avere nuova merce a magazzino, altrimenti non potrai evadere i nuovi ordini. Quindi, devi prevedere che raddoppierà anche il magazzino.

Tornando al nostro 1° esempio, lo Stato Patrimoniale 2017 “ipotizzato” non tiene conto del capitale circolante, ovvero che a fine anno la liquidità è stata impiegata per comprare magazzino e fare credito a nuovi clienti.

Quando il fatturato aumenta, il capitale circolante assorbe liquidità. È contro-intuitivo, ma è una cosa del tutto normale e prevedibile.

La dinamica del capitale circolante è stimabile con largo anticipo. Proprio per questo la banca diffida dell’imprenditore che ha un bisogno urgente di denaro. Una richiesta fatta all’ultimo momento per la banca ha un significato preciso: l’imprenditore non sa fare i conti. Non saper fare i conti significa non avere l’azienda sotto controllo. E a quel punto può succedere tutto e il contrario di tutto

“Un uomo intelligente impara dai propri errori, un uomo saggio impara dagli errori degli altri”

                                                                        Publilio Siro

Se ancora pensi che il capitale circolante sia un dettaglio…

Siamo in conclusione e voglio svelarti una cosa. Ho scritto questo post dopo aver letto L’arte di vincere, l’autobiografia di Phil Knight, il fondatore di Nike.

Per quasi vent’anni, Phil Knight ebbe gravi problemi di liquidità. Il business funzionava, ma doveva continuamente farsi prestare soldi anche da amici e parenti. Fu costretto a ipotecare la casa. E passò diverse notti insonni, seduto sulla poltrona del salotto, con una bottiglia a portata di mano. La Nike fu salvata da una banca d’affari giapponese, che credette nella validità del suo business.

Ignorare la dinamica del capitale circolante rischia di mettere in ginocchio perfino i grandi. Nessuno oggi conoscerebbe Nike se avesse “bucato” anche un solo rientro mensile con la banca. E Phil Knight ci è andato vicino più volte.

Scarica il file Excel sul capitale circolante e calcola quello della tua impresa

Se vuoi fare una analisi del capitale circolante della tua azienda, qui puoi scaricare il file excel qui sotto. Si tratta di un foglio di calcolo che offre la possibilità di misurare l’assorbimento di capitale degli ultimi 5 bilanci. Inoltre, inserendo ipotesi di fatturato, ti aiuterà a stimare il fabbisogno per i prossimi 3 anni.

Ci sarebbero molti altri punti da approfondire sul capitale circolante, ma in questo blog voglio condividere in modo semplice solo gli aspetti più utili. Lavoro con le PMI da molti anni, e conosco bene le difficoltà che gli imprenditori incontrano nel controllare e guidare un’azienda. Ti consiglio dunque di seguire anche i miei prossimi articoli, iscrivendoti alla newsletter mensile e anche sul canale YouTube.

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Giuseppe Brusadelli

Da piccolo appassionato di numeri e matematica, da grande specializzato in finanza e controllo di gestione.

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